Delibera Residenzialità Psichiatrica. Intervista ad Annalisa Sala

Con l’intervista di oggi andiamo nel territorio biellese, dove cooperative ed enti si stanno muovendo e coordinando per discutere e ragionare sulla delibera. Nello specifico a risponderci è stata Annalisa Sala, direttrice del Consorzio socio assistenziale IRIS del Biellese occidentale. Ecco le sue risposte.

La regione Piemonte ha approvato da poco una delibera – D.G.R. n. 30-1517 del 3 giugno 2015 – che mette mano alla residenzialità psichiatrica regionale, apportando grandi novità e cambiamenti.

1) Ne era a conoscenza? Se si, attraverso quali canali è stato informato?

Ho avuto la notizia della delibera il giorno successivo alla sua approvazione nel corso di una riunione di tutti gli EEGG dei servizi socio assistenziali. Confermo che nessuno è stato preventivamente consultato. C’è da dire però che la necessità di rivedere il sistema a seguito delle osservazioni e determinazioni adottate dal Tavolo Stato/Regioni era noto da lungo tempo a tutti ma… come ormai da tempo succede in questo Paese si sperava che…..

2) Cosa pensa nel merito dei contenuti della delibera? Dal suo punto di vista di professionista del settore quali pensa che saranno le possibili conseguenze?

Il rischio di una dequalificazione dei servizi sicuramente c’è laddove esiste un sistema strutturato e governato (leggasi Biella). Non conosco però qual è il livello dei servizi psichiatrici territoriali nell’intero Piemonte e quindi non sono in grado di valutare se la Regione, nel rivedere gli standard, ha tenuto conto di un livello medio di servizio compatibile anche con la sua sostenibilità economica. Certo dirimente sarebbe sapere quale tavolo di lavoro (e con che composizione) ha lavorato sulla delibera.

3) L’approvazione della D.G.R. ha portato con sé numerose polemiche, molte delle quali sono relative al come si è giunti alla sua stesura ed alla sua approvazione. Che pensiero ha al riguardo?

Penso che l’Assessore Saitta abbia fatto proprio il modello di governo che caratterizza il governo del nostro Paese in questo periodo… Quindi la situazione ci deve preoccupare sia come cittadini che come operatori perché la dgr sul sistema dei servizi territoriali psichiatrici non è che uno degli atti che ci devono preoccupare. Ne rammento almeno altri due: la revisione dei distretti sociosanitari (cd distretto forte) e un ‘Patto per il Sociale’ in cui la sanità è il grande assente… Il mio sentore, per quanto riguarda l’integrazione socio sanitaria, è quello di un ritorno ante L 833/78!!!

4) Preso atto dell’approvazione della delibera, pensa che essa sia da mantenere così com’è o sia necessario introdurre cambiamenti ed integrazioni? In quest’ultimo caso quali modifiche apporterebbe?

Da quanto leggo (dichiarazioni e quant’altro..) non credo ci sia alcuno spazio per la revisione della delibera. L’unica cosa che si deve e può fare -pena l’implosione del sistema dei servizi socio assistenziali- è la sua integrazione attraverso un atto con cui la Regione (mettendo in pratica un’ intenzione espressa in primavera ad un incontro tra Reschigna, Saitta e Ferrari e gli EE GG -compreso Comune di Torino-) è trasferire agli EEGG la spesa già sostenuta dalle ASL su questa partita, garantendo ovviamente, almeno in una prima fase, la spesa storica per ogni territorio. Contabilmente quest’operazione dovrebbe essere fattibile (la Regione diminuisce la spesa sanitaria ed aumenta quella sociale di pare importo) perché se è vero che questi interventi non sono più imputabili alla spesa sanitaria è altrettanto vero che sono imputabili alla spesa sociale e quindi…. A quel punto gli EEGG (dopo avere applicato il principio della partecipazione del cittadino nella misura che già hanno previsto per tutti gli altri servizi) sarebbero in grado di mantenere un sistema costruito con anni di lavoro e con risultati

indiscutibili.

Annunci