IL CPPP – COORDINAMENTO PSICOLOGI PSICOTERAPEUTI PIEMONTESI

ImmagineIl CCCP nasce spontaneamente nel giugno 2010 per raccogliere il malcontento crescente tra coloro che più recentemente si sono avviati alla professione psicologica. In questi ultimi tre anni ci siamo incontrati regolarmente per analizzare la situazione disperante in cui versa la psicologia in Italia e soprattutto la condizione lavorativa dei professionisti più giovani, e per proporre azioni concrete volte a contrastare l’attuale stato di cose.

Il Coordinamento si fa portavoce del malessere delle folte schiere dei laureati in psicologia, degli abilitati alla professione e dei già specializzati, individui che dovrebbero essere nel pieno della loro vita lavorativa e che invece vedono preclusa ogni possibilità di esercitare quelle competenze che hanno appreso durante lunghi anni di studio. In nome di costoro, che rappresentano il 70% dell’attuale comunità professionale, il Coordinamento denuncia:

  • Il crollo del welfare e del SSN, l’impossibilità di dare risposta a bisogni sempre crescenti di promozione del benessere e presa in carico del disagio. In Italia circa 5 milioni di persone hanno sofferto almeno una volta nella vita di un episodio depressivo. Il costo sociale stimato della depressione in Italia è di circa 4 mld €/anno; nel Regno Unito dal 2008 è stato attivato un progetto specifico sulla cura psicologica di tali disturbi: con un investimento di € 400 mln/anno si risparmiano circa 1,4 mld/anno!! (www.iapt.nhs.uk)
  • La totale mancanza di prospettive professionali per la maggior parte degli psicologi e psicoterapeuti al di sotto dei 45 anni, una situazione paradossale che fa apparire alle nuove generazioni il precariato lavorativo come una meta ambita: a 5 anni dalla laurea il 62,5% degli psicologi fa un lavoro totalmente diverso da quello per cui ha studiato; solo il 28% dei laureati in psicologia a 5 anni dalla laurea ha un contratto a tempo indeterminato (dati Almalaurea 2013; www.almalaurea.it)
  • L’uso distorto e truffaldino del concetto di tirocinio, in nome del quale vengono giustificati indecenti fenomeni di sfruttamento all’interno delle ASL, dove interi servizi vengono mandati avanti da tirocinanti, specializzandi e speranzosi volontari che, illudendosi di investire su un futuro professionale che di fatto non esiste, risultano essere i primi promotori della propria disoccupazione: oltre il 60% degli psicologi che lavorano nelle ASL piemontesi sono tirocinanti non pagati o borsisti (dati ARES 2009)
  • l’uso, parimenti distorto e fraudolento, del concetto di formazione professionale, che prevede tempi sempre più lunghi e sposta continuamente in avanti, in un futuro non più visibile, l’ingresso nel mondo del lavoro: laureati  in aumento senza nessuna crescita della domanda sul mercato del lavoro (dal 2006 al 2011 i laureati in psicologia sono passati da 1255 a 5347; dati Almalaurea 2012); scuole quadriennali di specializzazione (sul territorio nazionale sono ad oggi 294, www.miur.it) per un costo medio di € 4000 annui, interamente a carico degli allievi.
  • quel fenomeno che in modo molto efficace è stato definito “cannibalismo professionale”, per cui con la scusa della formazione, ormai obbligatoria (FCP), le vecchie generazioni si nutrono e prosperano a spese di quelle più giovani (e delle loro famiglie).

Cos’ha fatto il Coordinamento fin’ora?

Insieme alla costruzione di una vasta rete di contatti, la gestione di una pagina fb e di un blog di discussione sui temi più attuali della nostra professione, il Coordinamento in questi anni ha portato avanti importanti azioni:

  • Con il patrocinio dell’Ordine degli Psicologi ha sollecitato l’apertura di un tavolo di trattative per stilare una “bozza di protocollo d’intesa” volta ad uniformare e razionalizzare i tirocini di specialità all’interno delle ASL, garantendo la qualità del percorso formativo ed evitando fenomeni di sfruttamento. Il tavolo che, oltre all’Ordine e al Coordinamento, ha visto la partecipazione della Conferenza Piemontese delle Scuole Abilitanti alla Psicoterapia (ConSap) e di alcuni Referenti delle ASL, si è protratto per circa un anno. La “Bozza di protocollo”, frutto di lunghe discussioni e pazienti negoziazioni, è stata inviata ai Direttori delle ASL ma, nonostante le ripetute sollecitazioni da parte del Coordinamento e del Responsabile dei tirocini presso l’Ordine, è tutt’ora in attesa di applicazione.
  • Attraverso un costante dialogo con rappresentanti di enti del Sistema Socio-Sanitario,  della Politica e della Società Civile ha messo al centro i temi della nostra professione ed ha dato un contributo importante affinché la psicologia fosse inserita all’interno del Piano Sanitario Regionale. Molti Coordinati hanno presenziato a dibattiti ed esposto, in situazioni di pubblico rilievo, le tesi del CPPP.
  • Creando uno spazio di confronto sempre vivo tra tutti i professionisti è stato, di fatto, riconosciuto spesso come garante della psicologia. In più occasioni sono stati segnalati abusi e comportamenti nocivi per la professione ed è stato chiesto supporto affinché fossero messi al centro del dibattito temi o situazioni critiche.
  • Tramite numerose inchieste e raccolta di informazioni sta cercando di porre all’attenzione di tutti alcune situazionispesso tralasciate dagli enti che dovrebbero affrontarle – riconoscendole come complicate ed importanti per la professione tutta. Per esempio recentemente si è interessato alla sorte di tutti gli psicologi che lavorano, per diversi motivi, come educatori.

Cosa intende fare il Coordinamento nel prossimo futuro?

  • Per dare più voce alla categoria dei professionisti più giovani, per aprire nuove prospettive e nuove possibilità di esercizio della professione, per rompere il cerchio magico della spartizione di potere e risorse tra i pochi professionisti già affermati a spese delle nuove generazioni, per creare un nuovo dialogo e una nuova partecipazione tra i professionisti e le istituzioni che dovrebbero rappresentarli e, non da ultimo, per unire le esigenze lavorative della gran maggioranza degli psicologi-psicoterapeuti con la richiesta sempre crescente di promozione del benessere e presa in carico del disagio,

IL COORDINAMENTO HA DECISO LA PROPRIA CANDIDATURA ALLE PROSSIME ELEZIONI DELL’ORDINE DEGLI PSICOLOGI DEL PIEMONTE.

Annunci