Nasce lo sportello tirocini di specialità

Da qualche settimana è attivo presso l’Ordine degli Psicologi uno sportello tirocini di specialità.

Per offrire una panoramica del servizio, il CPPP affronterà l’argomento dalle pagine del suo blog attraverso la pubblicazione di tre articoli.

Il primo sarà dedicato alle indicazioni di massima sul funzionamento e sugli obiettivi, il secondo alla genesi di questa iniziativa all’interno del CPPP prima e come Ordine Piemontese oggi e, infine, il terzo al Protocollo di intesa. Quest’ultimo è parte fondante del processo che riteniamo essenziale per la regolamentazione di una parte cruciale del percorso formativo che conduce al titolo di Psicoterapeuta e su cui vige tutt’oggi una confusione che non giova né alla tutela dei giovani colleghi né alla qualità della formazione.

Ma partiamo con lo spiegare cos’è e come funziona lo sportello tirocini.

È uno spazio di ascolto e tutela, attivo presso la sede dell’Ordine in via San Quintino, 44 ogni venerdì mattina su appuntamento, dedicato a tutti gli specializzandi presso una qualsiasi scuola di psicoterapia che incontrino difficoltà nello svolgimento e/o nel reperimento di una sede di tirocinio.

sportellotirocini (1)

Facendo degli esempi concreti, quali sono i casi per cui dovrei rivolgermi allo sportello?
– avere informazioni su sedi, tutor, accreditamenti, ecc..
– quando la richiesta di ore di tirocinio da parte delle Aziende è incongruente con quanto preso a riferimento nel protocollo (da 100 a 200 ore l’anno)
– quando il tirocinio è troppo focalizzato su aspetti non attinenti con la psicoterapia
– quando le ore prestate dai tirocinanti non siano censite o quando le stesse vengono censite come ore svolte da qualcun altro.

E, in senso più generale, che obiettivo ha?
Esso si inserisce in un discorso più ampio di regolamentazione dei tirocini e di affermazione dei principi contenuti nel protocollo di intesa sui tirocini di specialità (di cui parleremo approfonditamente in un post successivo del blog) ed ha un duplice obiettivo:

1) Raccordare le informazioni sui tirocini in oggetto, offrendo agli Psicologi in formazione specialistica le necessarie conoscenze per svolgere questa parte obbligatoria del percorso di specialità.

2) Raccogliere informazioni in merito a difformità e incongruenze sui percorsi di tirocinio allo scopo di promuovere, anche sul piano istituzionale e normativo, una cornice comune e condivisa per i tirocini che valga come riferimento per specializzandi, aziende sanitarie e scuole di specialità.

Qui di seguito riportiamo una testimonianza pervenuta al CPPP qualche anno fa. All’epoca non c’era nessuno sportello dedicato, pertanto questo collega non sapeva a chi rivolgersi. Oggi possiamo finalmente affermare che, in presenza di episodi del genere, esiste uno Sportello apposito.

Il mio è un tirocinio da 10 ore settimanali: la mia scuola ne chiede la metà ma ho dovuto accettarlo perché avevo paura di non trovare un’altra sede. Mi è stato fatto capire che o avrei accettato queste condizioni, o il mio posto sarebbe stato assegnato a uno dei tanti colleghi in fila dopo di me.
In queste 10 ore vedo 5 pazienti (2 ogni settimana e 3 ogni 15 giorni), per altre 4 svolgo una specie di counseling nell’ambito di un progetto esterno, sempre “per conto” della mia tutor e poi restano 2 ore di riunione.
Non è prevista alcuna supervisione perché la mia tutor ha troppi tirocinanti, circa una decina , e non riesce a seguirci tutti . Scrivo le cartelle al di fuori del mio orario, fermandomi una volta un po’ di più. Non ci sono discussioni dei casi con altre figure professionali, a meno che riesca a acciuffarne qualcuna in corridoio, ovviamente ricordandole chi sono e cosa ci faccio lì.
Ci tengo a precisare che per me non è facile seguire 6 pazienti, faccio le supervisioni a scuola e le pago … le ore della settimana e i soldi che guadagno non mi permettono 6 ore di supervisione (una per paziente) come sarebbe giusto. Sarebbe un po’ più giusto che io potessi seguire bene 4 pazienti, supervisionato dalla mia tutor, no?

Scrivo le relazioni a casa (nel tempo libero che mi rimane tra scuola, lavoro e tirocinio … cioè ben poco). Faccio un po’ di fotocopie, scarico la posta della mia tutor e gliela stampo. Ho verbalizzato oltre un anno di inutili riunioni nell’ambito di un progetto che di clinico e pratico non aveva nulla ma che ho dovuto seguire perché significava “aver voglia di imparare”.Il tutto fuori dal mio monte ore da 10.
Se capita, spesso e volentieri, faccio test. Sembra proprio che non possa occuparsene nessun altro.
Se c’è un convegno di qualche dirigente ASL, capo della tutor, non posso rifiutarmi di partecipare anche se non attinente alla mia formazione. Anche questo fuori dalle famose 10 ore, “per imparare”.
La giudicate formazione?

VADEMECUM PER LE ELEZIONI DEL CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI PSICOLOGI DEL PIEMONTE

Di seguito un comodo VADEMECUM sulle votazioni per il Consiglio dell’Ordine degli psicologi del Piemonte. Uno strumento semplice e chiaro per rispondere a domande quali “Come si vota?”, “Chi può votare?”, “Quando si vota?”. Infine alcuni dettagli indispensabili da sapere (e ricordare) affinché il voto non venga annullato e sia utile.

chiequandosivota

1)     CHI PUO’ VOTARE?

Alle Elezioni dell’Ordine possono votare tutti gli psicologi regolarmente iscritti all’Ordine degli Psicologi del Piemonte.

2)     QUALI SOLO LE SCADENZE PER IL VOTO PER POSTA?

Le schede dovranno pervenire tassativamente entro le 18 del 23 Dicembre (tutte e due, sia quella per la prima convocazione che quella per la seconda) presso la sede dell’Ordine di Torino. Non farà fede il timbro postale, quindi affrettati!

3)     QUANDO SI VOTA DI PERSONA E DOVE?

Le Elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Psicologi Piemonte si terranno nelle seguenti date:

– 23 DICEMBRE 2013 (PRIMA CONVOCAZIONE)

– 6-7-8 GENNAIO 2014 (SECONDA CONVOCAZIONE)

Perché le Elezioni siano valide, è necessario raggiungere il quorum.  Nella prima convocazione (23 dicembre) esso è stabilito ad un terzo degli aventi diritto al voto (circa 2000 elettori). Se tale quorum è raggiunto viene eletto il Consiglio dell’Ordine. Se ciò non capita si procede con la seconda convocazione (6-7-8 gennaio) nella quale il quorum è un sesto degli aventi diritto (circa 1000 elettori).

Finora non si è mai raggiunto il quorum in prima convocazione, motivo per cui invitiamo gli elettori a recarsi al seggio preferibilmente nelle date della seconda convocazione (6-7-8 gennaio 2014).

perpostaodipersona

4)     SCELGO IL VOTO PER POSTA O IL VOTO DI PERSONA?

Se intendi votare personalmente è importante che tu sappia che, in tutto il Piemonte, vi è un unico seggio, a Torino, presso la sede dell’Ordine, in via San Quintino n. 44.

Al momento del voto devi presentare documento valido d’identità o tesserino di iscrizione all’Ordine Psicologi del Piemonte.

Se pensi di non riuscire a recarti presso il seggio di Torino, affrettati a seguire tutti i passaggi necessari per il voto via posta, poiché la scadenza per quest’ultimo è tassativamente lunedì 23 dicembre.

Le schede su cui avrai indicato le tue preferenze dovranno infatti pervenire alla sede dell’Ordine entro le ore 18 del 23 dicembre (non farà fede il timbro postale!).

5)      QUALI SONO I PASSAGGI DA FARE PER IL VOTO PER POSTA?

Per votare via posta occorre procedere in questo modo:

A – compila il modulo per richiedere il voto per corrispondenza

(clicca qui per scaricare il modulo)

B – allega fotocopia carta d’identità (o scansione, in caso di invio via mail)

C – invia il modulo e il documento per POSTA oppure FAX (011 537692)oppure MAIL (ordinepsicologi.piemonte@psypec.it)

D – attendi che l’Ordine ti invii l’apposito kit per votare (sollecita se ritarda!) contenente quanto segue:

nr. DUE schede elettorali per il voto (una per la prima e l’altra per la seconda convocazione)

E – vota sulle due schede esprimendo al massimo NOVE PREFERENZE

(con nome e cognome, scritti interamente e correttamente, pena l’annullamento dell’intera scheda!)

RICORDA! Se intendi votare il CPPP è fondamentale dare forza all’intera lista e dunque scrivere nomi e cognomi di tutti e nove i candidati 

F – inserisci le schede con i voti espressi all’interno della busta A (che avrai ricevuto nell’apposito kit, quella in cui è dichiarato che dentro ci sono le schede votate)

G – AUTENTICAZIONE DELLA FIRMA (senza questa non è valido il voto!!!): apponi la firma autenticata da un pubblico ufficiale sulla busta A.

Per farti autenticare la firma devi rivolgerti agli uffici anagrafici comunali (non necessariamente del tuo comune di residenza!).

Per capire come muoverti leggi qui:

https://www.dropbox.com/s/vl9s53s46elnc6w/autentica%20firma.doc

H – Inserisci la busta A (con firma autenticata!) nella busta B e indirizzala al presidente del seggio elettorale, ovvero a

Dott.ssa Littizzetto

c/o Ordine degli Psicologi del Piemonte

Via San Quintino 44

10121 Torino

I – Invia tramite raccomandata A/R oppure recati personalmente alla sede dell’Ordine (Via San Quintino 44, Torino) per consegnare la busta a mano (ricorda che ogni persona può consegnare fino a due buste!, quindi puoi agevolare il voto anche a un collega!)

ericorda

5)     DA NON DIMENTICARE!

– Sulle schede non troverai scritti i nomi delle liste di appartenenza dei candidati, troverai una scheda bianca in cui sarai tu a dover scrivere le tue preferenze indicando i nomi e i cognomi dei CANDIDATI. Dunque il voto è nominativo! Per agevolarti nella memorizzazione dei candidati del CPPP puoi stampare un promemoria. Ne abbiamo creato uno che puoi trovare qui cpppcard_bianco o nell’immagine di seguito:

bigliettodavisita

– Scrivi correttamente nomi e cognomi dei candidati, pena l’annullamento dell’intera scheda (non è sufficiente il solo cognome!)

– Dai forza alla lista del CPPP, vota tutti e 9 i candidati! Perchè le nostre idee abbiano un peso è necessario che vi siano più consiglieri del CPPP!

– Se opti per il voto via posta, la firma autenticata è indispensabile, pena l’annullamento del tuo voto

– Se opti per il voto via posta, hai tempo per richiedere kit elettorale e rispedire poi il tutto al presidente del seggio entro le ore 18 del 23 dicembre. Affrettati!

– Se pensi di poterti recare personalmente al seggio di Torino, prediligi le date della seconda convocazione (6-7-8 gennaio 2014) per maggiori possibilità che il quorum venga raggiunto

VERSO IL REFERENDUM DEL CODICE DEONTOLOGICO DEGLI PSICOLOGI ITALIANI: LA POSIZIONE E LE RAGIONI DEL COORDINAMENTO

Cari colleghi,

In questi giorni aprendo la buca delle lettere, tra una bolletta del gas, una cartolina provenienti da mari esotici dei vostri amici non psicologi e la rata di qualche corso di formazione, sarete probabilmente inciampati nel prezioso kit, ad alta tecnologia, con il quale potrete dare il vostro parere rispetto alle modifiche preventivate del nostro amato codice deontologico.

In data 07/07/2012 e 14/12/2012 il CNOP ha deliberato l’avvio della procedura di consultazione referendaria per l’aggiornamento del codice come suo espresso dovere istituzionale sancito dalla legge n° 56/1989 ­ Ordinamento della Professione di Psicologo – all’art. 28 comma 6, lettera c (il Consiglio nazionale dell’Ordine: “predispone ed aggiorna il codice deontologico, vincolante per tutti gli iscritti, e lo sottopone all’approvazione per referendum agli stessi”).

Come espressamente affermato dal presidente del CNOP Giuseppe Luigi Palma: “Le proposte di modifica riguardano gli articoli 1, 5 e 21 del Codice deontologico. In particolare le modifiche degli articoli 1 e 5 riguardano rispettivamente l’estensione esplicita delle regole deontologiche alle prestazioni online e il recepimento di quanto disposto dal DPR 137/2012 in materia di aggiornamento professionale. La proposta di modifica dell’art. 21 intende rendere più efficace l’azione di contrasto da parte degli Ordini all’abuso della professione ed evidenziare la responsabilità degli Psicologi nel tutelare il diritto costituzionale alla salute dei cittadini che viene affidato dallo Stato ai professionisti e che prevale anche sul diritto a diffondere conoscenze e insegnamenti”.

Qui stando alle comunicazioni ufficiali, una delle grandi eccellenze del nostro ricco paese, ma la realtà, come ben sappiamo, è alquanto più faticosa e spesso non così trasparente.

referendum codice1

Proviamo insieme ad approfondire articolo per articolo in maniera critica, attenta e propositiva:

ARTICOLO 1

Vigente:

Le regole del presente Codice Deontologico sono vincolanti per tutti gli iscritti all’Albo degli psicologi. Lo psicologo è tenuto alla loro conoscenza, e l’ignoranza delle medesime non esime dalla responsabilità disciplinare.

Proposta di modifica:

Le regole del presente Codice Deontologico sono vincolanti per tutti gli iscritti all’Albo degli psicologi. Lo psicologo è tenuto alla loro conoscenza e l’ignoranza delle medesime non esime dalla responsabilità disciplinare. Le stesse regole si applicano anche nei casi in cui le prestazioni, o parti di esse, vengano effettuate a distanza, via Internet o con qualunque altro mezzo elettronico e/o telematico.

Osservando attentamente l’articolo vigente se ne denota l’appropriatezza lessicale e giuridica, la capacità, dei “padri costituenti”, di riassumere sinteticamente la sacrosanta responsabilità che ci compete. La specifica aggiunta nella versione in discussione, seppur condivisibile, pare ridondante, specificando un singolo ambito di applicazione. Pur nella consapevolezza che, quando il codice è stato redatto le prestazioni online ancora non erano effettuate, ci chiediamo come mai è nata la necessità di specificare tale applicazione e non altre (le prestazioni in ambito comunitario, sanitario, legale, private ecc.) e anche se si procedesse in futuro in tal senso si rischierebbe di trasformare il codice in una lista della spesa interminabile. Per esplicare ulteriormente la nostra posizione permetteteci un esempio: pensate se alla prima parte dell’articolo 1 della Costituzione italiana (“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”), aggiungessimo i differenti ambiti lavorativi, con la conseguenza immaginabile che la Costituzione occuperebbe l’intero Quirinale e sarebbe di conseguenza spogliata della propria centralità identitaria e giuridica.

A nostro avviso non è il codice deontologico l’ordinamento che si presta a specifiche particolari e contestuali, ma bensì sono necessarie delle linee guida atte a regolare le prestazioni psicologiche fatte online, tralasciando tentativi, più o meno espliciti, di legittimazione di pratiche ancora in discussione nella letteratura di riferimento. Per tali motivazioni il CPPP VOTERÀ NO ALLA MODIFICA DELL’ARTICOLO 1!!

ARTICOLO 5

Vigente:

Lo psicologo è tenuto a mantenere un livello adeguato di preparazione professionale e ad aggiornarsi nella propria disciplina specificatamente nel settore in cui opera. Riconosce i limiti della propria competenza ed usa, pertanto, solo strumenti teorico-pratici per i quali ha acquisito adeguata competenza e, ove necessario, formale autorizzazione. Lo psicologo impiega metodologie delle quali è in grado di indicare le fonti ed i riferimenti scientifici, e non suscita, nelle attese del cliente e/o utente, aspettative infondate.

Proposta di modifica:

Lo psicologo è tenuto a mantenere un livello adeguato di preparazione e aggiornamento professionale, con particolare riguardo ai settori nei quali opera. La violazione dell’obbligo di formazione continua, determina un illecito disciplinare che è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall’ordinamento professionale. Riconosce i limiti della propria competenza e usa, pertanto solo strumenti teorico-pratici per i quali ha acquisito adeguata competenza e, ove necessario, formale autorizzazione. Lo psicologo impiega metodologie delle quali è in grado di indicare le fonti e riferimenti scientifici, e non suscita, nelle attese del cliente e/o utente, aspettative infondate.

La necessità di modifica dell’articolo 5 nasce dalle esigenze dettate dal DPR 137/2012 in materia di aggiornamento professionale, uno dei tanti regali fatti alle nuove generazioni, dal governo dei professori, che purtroppo per il nostro paese si sono rivelati mossi da ideali oligarchici.

Specificare in tal senso l’articolo 5 significa, a nostro avviso, vincolarlo ad una legge deliberatamente interessata e strumentale che, siamo ottimisti, in futuro sarà probabilmente cambiata. L’articolo ci appare già, nella sua elegante versione originale, molto chiaro rispetto all’obbligo formativo.

Come già ampiamente affermato in precedenti articoli e nel flash mob all’Ordine degli psicologi del Piemonte dello scorso 24 settembre 2012, siamo contrari alla formazione burocratizzata, coercitiva e finalizzata alla logica della crocetta più che all’acquisizione di conoscenza. Auspichiamo invece una formazione basata sull’impegno e l’etica individuale, sull’esperienza del LAVORO.

La formazione psicologica richiederebbe protocolli di eccellenza chiari, che specifichino il monte ore necessario, i contenuti, le modalità di attuazione. Anche in questo caso, non sembra sensato comprimere una questione complessa e delicata in una breve frase composta con superficialità. Il cambiamento epocale che chiediamo è quello di una FORMAZIONE CONTINUA SOSTENIBILE che non foraggi quello che abbiamo definito cannibalismo professionale, gli ECM pagati degli strutturati da una parte, tra un crocetta e un buffet, e la corsa alla sopravvivenza precaria, tra un corso di specializzazione e nessuna possibilità lavorativa dall’altra. Per tali motivazioni il CPPP VOTERÀ NO ALLA MODIFICA DELL’ARTICOLO 5!!

ARTICOLO 21

Vigente:

Lo psicologo, a salvaguardia dell’utenza e della professione, è tenuto a non insegnare l’uso di strumenti conoscitivi e di intervento riservati alla professione di psicologo, a soggetti estranei alla professione stessa, anche qualora insegni a tali soggetti discipline psicologiche. È fatto salvo l’insegnamento agli studenti del corso di laurea in psicologia, ai tirocinanti, ed agli specializzandi in materie psicologiche.

Proposta di modifica:

L’insegnamento dell’uso di strumenti e tecniche conoscitive e di intervento riservati alla professione di psicologo a persone estranee alla professione stessa costituisce violazione deontologica grave.Costituisce aggravante avallare con la propria opera professionale attività ingannevoli o abusive concorrendo all’attribuzione di qualifiche, attestati o inducendo a ritenersi autorizzati all’esercizio di attività caratteristiche dello psicologo.

Sono specifici della professione di psicologo tutti gli strumenti e le tecniche conoscitive e di intervento relative a processi psichici (relazionali, emotivi, cognitivi, comportamentali) basati sull’applicazione di principi, conoscenze, modelli o costrutti psicologici.

È fatto salvo l’insegnamento di tali strumenti e tecniche agli studenti dei corsi di studio universitari in psicologia e ai tirocinanti . E’ altresì fatto salvo l’insegnamento di conoscenze psicologiche.

Concentrandoci per ultimo sull’articolo 21 ci appare chiaro un primo punto: i nostri illustri rappresentanti nazionali, forse per la lunga militanza istituzionale, forse per i troppi capelli bianchi e i tanti anni ormai passati da quando erano sui banchi di scuola a prendere bacchettate sulle dita dalle loro rimpiante professoresse, si sono dimenticati le regole grammaticali: urge insomma una formazione continua in tal senso!

Il nuovo articolo risulta ambivalente, si presta a molteplici interpretazioni, scritto senza necessaria competenza giuridica e passibile di ulteriori future modifiche. Ciò nonostante le variazioni proposte appaiono importanti per sancire ulteriormente le specificità della nostra professione e il divieto all’insegnamento ad altri degli strumenti ed atti tipici dello psicologo. Ad onor del vero anche la versione vigente esplicita in maniera chiara i limiti suddetti, ma vista l’incapacità della categoria a fare rispettare tale divieto e l’indole italica a trovare sentieri raggiranti, sembra necessaria un ulteriore e più chiara esplicitazione. Per tali motivazioni il CPPP VOTERÀ SI ALLA MODIFICA DELL’ARTICOLO 21!! 

referendum 2

In conclusione appare necessaria qualche puntualizzazione.

Siamo stati in diverse occasioni critici, in un ottica però sempre propositiva, rispetto alle generazioni di psicologi che ci hanno preceduti; è però necessario riconoscere i progressi fondamentali fatti nei decenni scorsi: la legge n° 56/1989, il codice deontologico, l’ordine e l’ENPAP, rappresentano altrettante fondamentali conquiste della nostra categoria professionale, sta a noi salvaguardarle e “utilizzarle” per il bene dell’intera comunità e non solo per quello di pochi, come oggi viene fatto.

Nonostante l’importanza che riconosciamo ad una revisione periodica del nostro ordinamento, sembra non apparire sui tavoli istituzionale il problema nodale della contemporaneità: la mancanza del LAVORO!!!

Infine ci sembra importante specificare che l’obbligo formativo non dovrebbe riguardare chi, di fatto, nonostante sia iscritto all’ordine, non esercita la professione, non per esigenze personali ma per mancanza del famigerato LAVORO!!!!