Resoconto dal Consiglio dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte del 20/10/2014

Il Consiglio si apre con aggiornamenti di Lombardo rispetto all’indagine Cnop sugli psicologi nel Servizio pubblico, documento di cui, però, ha potuto visionare solo in forma di bozza. Intento generale dell’indagine è fare un computo degli psicologi attivi nei vari servizi pubblici (il fatto che tra essi siano compresi i tirocinanti, è segno che il lavoro del CPPP ha prodotto i suoi frutti) . I risultati dell’indagine verranno presentati in un convegno a fine mese.

Parpaglione aggiorna su sua partecipazione nello scorso weekend, su invito di Peirone, ad un incontro per dibattere del ruolo della psicologia nei contesti di povertà/famiglie indigenti.

Conseling: Alessia Rossi, Università di Genova, ha chiesto a Lombardo di intervenire ad un seminario sul counseling/psicologia del lavoro. Si sta creando un network di dipartimenti di Psicologia che sta lavorando su questo tema. Zennaro chiede delucidazioni, visto che l’Università di Torino non è stata informata dell’iniziativa.

Webinar: si approva all’unanimità la spesa di 130 euro per due memorie esterne e di 180 euro per un microfono. Graziato presenta progetto del dott. Virciglio sui DSA, tre webinar a cui seguirà un incontro in vivo. Spesa totale 540 euro lordi. Progetto approvato all’unanimità.
Graziato ha preso contatti con Zuffo, che organizzerà incontro con Cortese e colleghi sulla psicologia del lavoro, e con Maina per un incontro sul DSM V.

Progetto psicologi & farmacie: Verde ha sentito i referenti del progetto di Torino, Cuneo e Alessandria. Si rilevano problematicità rispetto ai protocolli di intesa, fortemente disomogenei sul territorio provinciale, e che sembrano porre più vincoli che fornire delle linee guida effettivamente utili ai professionisti coinvolti. Si dovranno mettere in opera delle procedure più uniformi e più atte a tutelare i colleghi aderenti al progetto. Segue un dibattito sul senso della presenza dello psicologo nelle farmacie; Fachin sottolinea come sia necessario chiarire il ruolo clinico di tale figura (definendo alcuni ambiti specifici di intervento, come ad es. la gestione del sintomo). C’è unanime accordo nel riconoscere i limiti della sperimentazione che, mal impostata nella sua fase iniziale, oggi è difficile da migliorare. Verde invierà i dati rilevati dalla prima parte del progetto, purtroppo rilevati su un campione troppo ristretto (sono pochi, infatti, i colleghi che hanno risposto al questionario online).

Progetto start-up Cikada aggiorna sulla situazione. Sono arrivati 41 cv da cui lei, Graziato e Locati hanno individuato una rosa di sette nomi. Si sta elaborando un documento, da pubblicare sul sito, in cui saranno esplicitati i criteri utilizzati per la selezione, anche alla luce delle richieste di chiarimento arrivate da alcuni iscritti.

Cambio sede Graziato è andato a vedere uno spazio in corso Matteotti, proprietà di un privato, e mostra la piantina. Ci sarebbero dei lavori di ristrutturazione da compiere, il che aprirebbe spazi di negoziazione sull’importo dell’affitto.

Viene presentato un documento, redatto da Salvai e Bianciardi, in cui sono chiarificati, alla luce delle normative vigenti e di esempi concreti, i limiti temporali necessari per l’iscrizione all’albo degli psicoterapeuti nel caso di studenti iscritti ad una Scuola di specialità “sotto condizione”. Il documento, approvato all’unanimità, sarà pubblicato sul sito dell’Ordine.

Stato dell’arte sui Gruppi di Lavoro (GDL)

 

A questo proposito, ricordiamo che luglio è stato varato il nuovo funzionamento dell’Ordine che prevede Gruppi di Lavoro e Gruppi tematici. I gdl possono essere presentati da un collega singolo o da un gruppo di colleghi e devono avere area di interesse e obiettivi specifici da raggiungere in tempistiche precise. Per raggiungere tale finalità è necessario che chi presenta un gdl compili l’apposito modulo. Il gdl può essere composto al massimo da 7 persone.

I gruppi tematici invece non devono avere obiettivi specifici ma esprimono la volontà dei colleghi di confrontarsi su tematiche di interesse. Essi sono aperti a tutti i colleghi che desiderano partecipare.
Ricordiamo che tutti i colleghi possono presentare al Consiglio gdl o gruppi tematici.

  1. Psicologia penitenziaria. Il gruppo era già attivo durante la precedente consigliatura ed è stato riproposto. Locati esprime dubbi sugli obiettivi e sul senso del progetto. Dal testo molto succinto riportato nella scheda-progetto, infatti, si intende una non ben chiarita lamentela da parte di professionisti del settore per il rischio di essere stati soppiantati da giovani colleghi. L’obiettivo sembrerebbe quello di tutelare chi già operava in ambito penitenziario ed è stato sostituito, tramite regolare concorso, da colleghi più giovani e, a detta dei proponenti il gdl, con meno esperienza. Il testo non è chiaro, l’obiettivo vago e tale da sollevare dubbi di varia natura. Tutto il consiglio concorda. Si chiederanno al Gdl delucidazioni in merito e maggior chiarezza sugli obiettivi, per il momento il gdl non è quindi stato approvato.
  2. Lgbt: tutti i consiglieri sono concordi nel ritenere il progetto valido nei contenuti e nel riconoscere la professionalità dei colleghi che lo propongono. Punto di forza è lo sviluppare due direttive di azione rispetto alla Psicologia dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere: una interna alla comunità Lgbt e l’altra “esterna”, rivolta al sociale con intento informativo e formativo. Si sviluppa, però, un acceso dibattito sulla gestione dei gruppi di lavoro, che vengono presentati come progetti chiusi e già definiti, con poche possibilità di intervento o partecipazione. I consiglieri del CPPP argomentano come sia necessario condividere in Consiglio i contenuti dei progetti proposti prima di metterli in approvazione, per dare la possibilità a tutti i presenti di integrare i contenuti previsti dal Gdl o per proporre altri professionisti esperti che potrebbero farne parte. (Come aggravante, la documentazione relativa al Gdl sport è arrivata ai consiglieri solo poche ore prima del Consiglio, cosicché pochi avevano potuto prenderne visione.). AP sostiene che l’ottica inclusiva è garantita dai forum tematici (gruppi di discussione), mentre i Gdl, essendo liberamente proposti da gruppi di iscritti, sono frutto di un’“auto-selezione” su cui sarebbe poco democratico incidere. Il Cppp fa notare però che la categoria non è stata informata della possibilità di proporre Gdl e che di fatto la selezione è avvenuta tramite conoscenza diretta. La polemica sui criteri di inclusione si protrae a lungo. Alla fine il Gdl viene approvato all’unanimità, con l’esplicita richiesta che in futuro si proceda in modo più aperto e trasparente.
  3. Psicologia dello sport ha come obiettivi la definizione dei ruoli dello psicologo nei contesti sortivi, l’educazione territoriale e la formazione dei professionisti in questo ambito. Viene approvato all’unanimità, con la richiesta da parte del CPPP di proporre un candidato per integrare il gruppo già costituito.

Progetto biblioteca diffusa dei test

Rispetto a questo punto facciamo un breve inciso per permettere di comprendere il seguito: è consuetudine dell’OPP erogare un contributo di 5.000 € annui per sostenere la biblioteca “Kiesow”.  Dal precedente Consiglio è stato stipulato un protocollo di intesa con il Dipartimento di psicologia, per ottenere “in cambio” dieci webinar sul tema della psicodiagnosi, ciascuno dedicato ad una particolare procedura testistica; essi verranno filmati e registrati con doppio brand Ordine-Università, in modo che siano fruibili da entrambe le istituzioni (alla spesa di 5000 euro si devono aggiungere i costi di elaborazione dei video). Il progetto viene approvato all’unanimità.

Comunicazione e marketing: Graziato illustra dati relativi all’attuale crisi economica e al problema occupazionale: nel 2020 in Italia è prevista la presenza di circa 120.000 psicologi, con forte rischio di dropout professionale. Iniziative come il progetti start-up vogliono essere una risposta per contrastare tale previzione. Sono state contattate diverse agenzie, affinché sviluppino strategie di comunicazione e marketing per la professione (video informativi, portale web, spot, ufficio stampa, eventi comunicativi). Il Consiglio incontrerà alcune di queste agenzie per vagliare le diverse proposte. Salvai illustra un progetto che prevede due giorni di attività divulgativa, con momenti di dibattito e momenti di tipo ludico-ricreativo, su tematiche del tipo psicologia e cinema/sport/eccetera.

Progetto sui bandi/finanziamenti: Cometto illustra un progetto che prevede il monitoraggio e la pubblicazione di bandi e finanziamenti per gli iscritti, insieme ad attività di formazione e consulenza. È prevista la creazione di un database delle diverse fondazioni che erogano fondi. Costo 9000 euro, di cui 8000 annui per l’agenzia formativa e per i servizi di consulenza. Approvato all’unanimità.

Convegno residenzialità e psicologia: Viene approvato all’unanimità il convegno sulla residenzialità leggera proposto dal Gdl, che si propone il fine di presentare alla politica le questioni oggetto di dibattito: ruolo dello psicologo nella residenzialità leggera, differenze rispetto alle altre figure professionali coinvolte, titoli abilitanti, procedimenti di accreditamento delle strutture, Lea ecc.

Convegno professioni che si integrano: approvato all’unanimità convegno per il 9 Dicembre, sul tema dell’integrazione fra psicologi commercialisti e ingegneri. Il punto di incontro delle competenze è riconosciuto nell’apertura dello studio professionale, per gli psicologi, e nella necessità di rispondere adeguatamente a certe richieste della clientela da parte di ingegneri e commercialisti.

Ted: Salvai descrive a grandi linee il progetto TED, di cui si discuterà in maniera più approfondita in futuro. Ted è un’organizzazione no-profit con lo scopo di diffondere idee tramite l’organizzazione e la promozione di eventi macro tematici (es. “le grandi domande”, “la ricerca della felicità”).

Ordine dei medici: Si approva all’unanimità la partecipazione di Fieni ad un tavolo istituito con l’Ordine dei medici sulle tematiche della medicina legale, al quale presenzieranno anche altri colleghi, fra cui la dott.ssa Converso.

Commissione sanità- consulta: Fieni sottolinea la necessità di riprendere in mano la costituzione della Consulta-sanità, progetto rimasto in stato di sospensione dall’approvazione del nuovo funzionamento dell’Ordine. Riferisce come diversi colleghi, appartenenti alla precedente Commissione sanità, lo contattino per esprimere la necessità di discutere varie tematiche inerenti l’ambito sanitario. Lombardo risponde che la situazione è stata lasciata volutamente in stallo dal consiglio poiché non si sono ancora definiti gli assetti dell’attuale politica sanitaria regionale. Si capirà meglio come muoversi quando a livello politico la situazione sarà più chiara. Fieni insiste, tuttavia, nella necessità di fornire un contenitore a vari e dibattuti temi.

Problematica la quesione Tips, a cui Fieni è stato eletto come rappresentante, che potrebbe cessare di esistere. Resta sospesa la questione del gettone di partecipazione al tavolo.

Prossimo consiglio dell’Ordine: lunedì 10 novembre ore 9.

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Resoconto del Consiglio dell’Ordine di lunedì 14 luglio

ghe pensi apIl Coordinamento vi propone come consueto un resoconto dei principali accadimenti del consiglio dell’Ordine. Nonostante l’obiettivo di essere più sintetici possibile questa volta ci siamo dilungati un po’ di più per gli argomenti particolarmenti delicati che ne sono stati oggetto. Buona lettura!

  • Il consiglio si apre come di consueto con l’approvazione del verbale del 28  e del 30 giugno.
  • Il presidente Lombardo (AP) comunica la data del prossimo consiglio: 22 settembre ore 9-13.

Comunica anche una seconda data per settembre in un orario incompatibile con gli impegni lavorativi di alcuni altri consiglieri, come Campisi e Locati (quota CPPP) i quali chiedono di poter individuare altri momenti, ad esempio la sera, che consentano loro di poter partecipare ai lavori del consiglio senza dover vedere penalizzata la loro attività lavorativa.

La consigliera Verde ribatte che lei lavora come libera professionista in studio fino alle nove di sera e lo stesso tipo di osservazione proviene anche dalla consigliera Cikada, entrambe in quota AP.

A seguire una vivace discussione e dopo la proposta di Locati di giungere quantomeno ad un compromesso, come una rotazione fra momenti serali e mattutini per non penalizzare solo alcuni, il presidente Lombardo decide di mantenere solo la prima data e di scegliere in quella sede come calendarizzare le altre.

  • Il vice-presidente Graziato (AP) comunica che ci sono alcune incombenze relative alla fatturazione elettronica e ai relativi adempimenti.

Servirà di certo attrezzarsi in tal senso da marzo 2015.

Per aiutare gli iscritti è stato organizzato un webinar con un commercialista.

  • Il consigliere Parpaglione (tesoriere, in quota AP) riferisce di alcune variazioni di bilancio  I soldi stanziati, ma non impiegati sono stati ri-conteggiati in altre voci di spesa. Tra le voci di spesa scelte per il destino degli esuberi vi è il budget per i consiglieri. Alla richiesta di Campisi (quota CPPP) di delucidazioni, Parpaglione motiva/ammette che è dovuto alla richiesta, prevista al punto seguente dell’Odg di variare il compenso delle cariche esecutive. Campisi fa notare che non ha senso chiedere il voto su un impegno di spesa che potrebbe variare in base ad una votazione successiva.

La variazione di bilancio viene comunque messa a votazione e approvata con 9 voti favorevoli. I consiglieri del coordinamento si astengono dalla votazione.

  • Altro impegno di spesa e punto all’OdG è l’ accreditamento Ecm per un corso di formazione presso il punto informativo di Cuneo (e relativa acquisizione di provider esterno) per colleghi impegnati nelle strutture per anziani. La consigliera Fachin (quota CPPP) commenta come l’iniziativa sia di per sé lodevole, ma dato che le voci di spesa sono generiche e non dettagliate, risulta compicato comprendere appieno l’iniziativa. Si apre un momento di botta e risposta tra consiglieri AP e CPPP sulla questione. Locati (quota CPPP) chiede infine che le decisioni sui corsi specifici che verranno affidati ai provider esterni vengano prese in modo collegiale all’interno del consiglio e che tale proposta venga votata. Il presidente rifiuta di votare la proposta in quanto non presente all’OdG.

Si passa quindi alla votazione per l’approvazione del corso di formazione: 5 astenuti, tutti gli altri favorevoli. Corso approvato.

  • Graziato chiede al consiglio di poter parlare di un evento formativo sul tema DSA, presso il punto informativo di Novara, fissato per il 5 settembre.

Lombardo chiede chi sia d’accordo a inserire questo punto nell’odg.

Il consigliere Fieni (quota CPPP) fa notare che è stato appena vietato a Locati di poter inserire un punto che non era previsto per questa seduta e che invece ora questo viene concesso a Graziato.

Campisi chiede che venga fatta una programmazione  dei diversi corsi Ecm.

Lombardo risponde piuttosto infastidito che è una “questione di budget”.

Il consigliere Zennaro (p4p) rinforza le osservazioni di Campisi e Locati e commenta che, come ordine, non abbiamo alcun ritorno sulla qualità effettiva del corso dal momento che chi è certificato è il provider e non l’evento formativo; il che è curioso.

Graziato concorda che i contenuti e la loro qualità vadano monitorati.

Campisi ricorda di aver già chiesto di poter collaborare circa le richieste di corsi di questi punti informativi.

Si passa comunque alla votazione del corso di Novara che viene approvato con 6 astensioni.

Lombardo rifiuta anche un’ulteriore richiesta da parte di Locati di mettere in OdG la proposta che l’ordine gestisca, controlli e si prenda carico della parte formativa dei corsi accreditati dall’Ordine in un’ottica complessiva.

  • Organizzazione dell’Ordine.

Graziato dà una descrizione delle slide che proietta. L’idea di fondo è che l’ordine debba snellirsi e rispondere più velocemente ai colleghi e l’organizzazione proposta per perseguire tale obiettivo è quella di rendere l’ordine non più piramidale, ma a matrice con centralità dei gruppi di lavoro e con due “macro consulte” per presidiare i temi più importanti. Si punta inoltre ad un maggiore coinvolgimento dei punti informativi.

I gruppi di lavoro potranno procedere nel lavoro anche per via telematica senza per forza passare dalla presenza fisica all’ordine.

Altra proposta è che si ri-attivi la commissione tutela.

Come funzioneranno i Gruppi di lavoro? Saranno attivati su richiesta degli iscritti e saranno composti da un massimo di 7 componenti. Tutto quello che verrà prodotto dai colleghi sarà conservato e tracciato e messo a disposizione dei colleghi iscritti.

All’interno dell’obiettivo di massima, che è il “riposizionamento” della figura professionale dello psicologo per favorire lo sviluppo della professione, le linee programmatiche sono: la promozione della professione e del professionista, i servizi ai colleghi, “Un ordine 2.0”, trasparenza e partecipazione.

Lombardo parla della volontà di creare vari gruppo di lavoro per varie aree tematiche come ad esempio, la psicologia dello sport in vista di Torino 2015, Capitale Europea dello Sport.

Fachin osserva che il progetto di fondo al Cppp piace molto e sottolinea come vede fondamentale e innovativa la centralità dei gruppi di lavoro da parte degli iscritti; solleva a questo proposito la questione  del criterio di selezione delle idee che proverranno dalla categoria.

Come organizzarsi a tal proposito?

Un altro aspetto in merito al quale punta l’attenzione sono le due consulte (una per sanità e una consulta forense): quali funzioni avranno?

Fieni propone altresì una consulta sulla formazione.

Il consigliere Laezza (IxP) osserva che una revisione della modalità di funzionamento dell’ordine dovrà per forza presupporre dei precisi criteri di selezione e pone l’accento sulla necessità di un regolamento interno circa le modalità di selezione delle persone per una questione di trasparenza verso gli iscritti.

Inoltre, che relazione ci sarà fra esecutivo del consiglio (le 4 cariche: presidente, vice-presidente, segretario e tesoriere) e i gruppi di lavoro. Chiede che vengano esplicitati nel dettaglio questi punti in modo da poter votare in modo consapevole.

Lombardo chiede di passare all’approvazione di questa macro progettazione per definire meglio gli altri aspetti di micro progettazione a settembre.

Tutti approvano, tranne Laezza e Bianciardi che si astengono.

  • Proposta di variazione indennità di carica.

Il tesoriere Parpaglione (AP) spiega la situazione attuale: il presidente ha una indennità di 11.160 €; 9672 € il compenso annuale prvisto per le altre cariche, 186€ è l’ammontare dei gettoni di presenza, 250€ quello per tutti i consiglieri nei consigli disciplinari.

Le criticità presentate, spiega Parpaglione, sono che gli indennizzi sono sganciati dalla presenza oraria, e sono alti se si latita e bassi se si lavora tanto.

La proposta di AP: passare ad una forma di retribuzione oraria e slittare a 35€ l’ora per il presidente, ovvero un massimo 24 mila euro l’anno.

Per le altre cariche si passerebbe a 35 € l’ora, con un massimo di 21 mila all’anno.

Il gettone varrebbe 200€ e i consigli disciplinari sarebbero equiparati ai consigli normali.

L’esecutivo rinuncerebbe ai gettoni di presenza (come già avviene).

I disciplinari verrebbero pagati 500 euro anziché 400 e verrebbero finanziati sia i gruppi di lavoro interni sia quelli esterni.

Lombardo sostiene che questa modifica andrebbe nella direzione di permettere anche ai liberi professionisti di fare politica professionale.

Aggiunge che l’ordine esiste da 12 anni e solo AP ha pubblicato immediatamente i compensi di tutto il consiglio.

I consiglieri CPPP presentano una controproposta (vedere articolo precedente sul BLOG) che prevede comunque un aumento dei compensi per le cariche esecutive ma in misura più contenuta.

Pensano sia giusto che, per chi ha il compito di seguire i disciplinari, il compenso sia commisurato all’entità del lavoro (alcuni disciplinari sono molto semplici e prevedono poche audizioni, altri invece sono molto complessi e si arriva fino a 10 audizioni) con un massimo di 500€, ma che siano previsti anche dei minimi inferiori per i casi semplici.

Sul marcato aumento delle indennità per presidente e cariche più alte Locati osserva che  alcune funzioni potrebbero  essere delegate al consiglio.

Inoltre aggiunge che il lavoro all’ordine non dovrebbe essere assunto come lavoro tout court, in un momento storico delicato come questo in cui ci sono parecchi colleghi che lavorano come educatori e fanno “notti attive” in comunità.

Parpaglione ribadisce che l’aumento dei compensi non sarebbe esoso.

Il consigliere Bianciardi (IxP) osserva che se in questo momento il consiglio desidera mettere in votazione un argomento come questo dovrebbe farlo pensando ad una riduzione dei compensi piuttosto che ad un loro aumento; si candida infine per svolgere il proprio compito su base volontaria.

Un’indennità inoltre è una “indennità” non uno stipendio, e non è il tempo dedicato che favorisce i colleghi iscritti, ma la bontà delle idee.

Un presidente potrebbe essere all’ordine anche ogni giorno, ma compiere scelte sbagliate per la collettività degli iscritti.

Inoltre ciò che accade per lo più oggi, per gran parte degli iscritti dell’ordine del Piemonte si trova ora a lavorare di più per guadagnare di meno.

Pertanto dare un segnale opposto a quello proposto da Ap significherebbe dare ai colleghi un segnale preciso, ossia che il consiglio si sente parte della più ampia categoria che in moti casi versa in condizioni drammatiche.

Graziato (AP) fa notare, con chiaro riferimento a Bianciardi, che i dipendenti pubblici guadagnano molto di più di quanto non sia stato proposto in seduta da Ap e che una consulenza aziendale come quella svolta per l’ordine da Ap avrebbe dei costi esorbitanti.

Lombardo contesta a Bianciardi di non essere stato presente in alcune occasioni in cui era stato richiesto il suo contributo e di aver sempre fatto pressioni per concludere in fretta altri consigli che rischiavano di protrarsi oltre le 23.

Parpaglione parla di due ottiche differenti a confronto, quella di una visione di breve termine volta a cercare i consensi e quella di lungo termine che prevede precise responsabilità, come intende muoversi Ap, che sa che verrà valutato dagli iscritti il suo operato al termine della consiliatura.

Campisi (CPPP) osserva, in rifermento a quanto detto da Bianciardi, che per fare politica professionale occorre tanto tempo ed è corretto che questo tempo venga riconosciuto anche economicamente. Altro discorso però è un raddoppio dei compensi come quello proposto da Ap. Inoltre non si capisce, prosegue Campisi, per quale motivo l’aumento dovrebbe riguardare solo il direttivo, e si domanda se questo non tradisca l’idea di Ap di un funzionamento del consiglio ridotto a “votificio” di quanto proposto di volta in volta dall’esecutivo.

La proposta del CPPP è quella di un aumento dei compensi per l’esecutivo ma ridotta nella sua entità.

Laezza (IxP), oltre a concordare con quanto già detto, sostiene che sarebbero da evitare il personalismo e le contrapposizioni fra dipendente pubblico e libero professionista.

Non si capisce, secondo Laezza, in che modo aumentare il compenso del direttivo andrebbe ad avvantaggiare il libero professionista.

Zennaro (p4p) è contrario a legare le ore al compenso. Tante ore fatte male servono molto meno di poche ore di qualità e spese bene.

Contesta anche l’idea della timbratura interna all’ordine, a cui ha fatto esplicitamente riferimento Lombardo, ritenendo la timbratura un vecchio retaggio dell’era industriale.

Concorda sulla indennità di carica, ma il timing stesso della scelta è discutibile. Meglio sarebbe stato avere dei dati su come sta andando il lavoro di questo esecutivo all’ordine e solo dopo valutare l’eventualità di aumenti.

Zennaro espone la sua proposta di calcolare gli aumenti sulla base della differenza di reddito fra 730 del precedente anno e 730 attuale per chi ha lavorato per l’ordine.

Fieni (CPPP) contesta che 20.000€ all’anno possano essere definiti “pochi” e commenta che chi ha accettato di svolgere questo compito politico sapeva che questo impegno non sarebbe stato sostituivo del proprio lavoro.

Aggiunge che sarebbe il caso di discutere con calma di questi temi e rinviare il tutto a settembre pensando a queste modifiche in una ottica di lungo termine.

Fachin (CPPP) osserva che un incarico all’ordine non dovrebbe essere confuso con un lavoro e che certamente l’ordine non dovrebbe occuparsi di trovare lavoro agli iscritti ma neppure di diventare un semplice erogatore di servizi. Inoltre il carico di lavoro sull’esecutivo è alto anche perché spesso non viene delegato nulla.

Si dice che 20 mila euro all’anno siano incompatibili con un tenore di vita dignitoso: Fachin ricorda che è quello con cui vivono quotidianamente molti iscritti, se non meno.

Nonostante la delicatezz del tema, la controproposta del CPPP e l’inivito a riflettere con maggiori elementi e calma Lombardo mette in votazione la proposta di aumento.

La proposta passa, nell’indignazione generale, con 8 voti favorevoli (i 7 consiglieri AP più il triennalista Sandri) e 7 contrari.

 

 

AUMENTO DEI COMPENSI ALL’ORDINE? NO, grazie!

 

soldi

Cari colleghi,
come avrete sentito dalle voci che stanno circolando l’Esecutivo dell’Ordine Psicologi Piemonte (ricordiamo, composto interamente da consiglieri Altra Psicologia) ha presentato una proposta di revisione degli indennizzi delle cariche. La discussione della proposta è in programma per il prossimo Consiglio che si terrà lunedì 14 Luglio .

La situazione attuale:
Il Presidente prende una indennità di carica di 11.160 € all’anno; le altre tre cariche (Vice Presidente, Tesoriere e Segretario) 9672 euro annui.
I Consiglieri ricevono un gettone per ogni consiglio di 180 euro, e di 250 euro per i consigli disciplinari (consigli speciali in cui si valutano e analizzano le segnalazioni di colleghi che contravvengono al codice deontologico). Per ogni disciplinare seguito e terminato il consigliere istruttore riceve 400 euro.
Attualmente i Gruppi di Lavoro non sono retribuiti.

La proposta del Direttivo
Si passa a un sistema a costo orario per cui l’esecutivo verrà pagato a seconda del numero delle ore che farà.
La tariffa oraria è di 35 euro/h
Il Presidente potrà ricevere massimo 24.000 annui, le altre tre cariche massimo 21.000 annui.
Il gettone di presenza dei consiglieri (escluso esecutivo) passa a 200 euro sia per i consigli normali che per i disciplinari con un abbattimento dei costi relativi ai Consigli
L’Esecutivo rinuncia ai gettoni per i Consigli (disciplinari e non).
Il gettone del consigliere istruttore viene portato a 500 euro.
Possibilità di finanziare progetti interni che partano da gruppi di consiglieri e coinvolgano una o più risorse interne/esterne. I parametri massimi di retribuzione saranno: a) coordinatore (Consigliere) 25 euro / ora; b) operativi (qualsiasi iscritto) max 20 euro/ora.
La proposta del CPPP :
Aderiamo al principio di retribuire le ore lavorative anziché la presenza perché ci sembra operativamente più equo e simbolicamente efficace per connotare l’Ordine come un’organizzazione professionale che riconosce non ruoli astratti, ma l’impegno concreto e il tempo dedicato alla realizzazione progettuale.
Esprimiamo, invece, forti perplessità per l’importo massimo ipotizzato per le cariche esecutive, che nella proposta inviataci potrebbero aumentare di più del doppio l’indennizzo attualmente previsto:
La carica presidenziale passerebbe da 11.160 euro ad un massimo di 24.000 euro, le altre cariche da 9.672 euro ad un massimo di 21.000 euro annui. Se le cifre saranno queste le quattro cariche direttive si voteranno un aumento di stipendio che consentirebbe al Presidente di portarsi a casa circa 2000 euro al mese per 14 ore settimanali ed alle altre tre cariche direttive 1750 euro al mese per circa 12 ore settimanali. Pur restando queste cifre molto al di sotto dei limiti massimi previsti dal CNOP (37.200 euro lordi per la carica presidenziale), ci sembra che in un momento storico in cui la maggioranza della categoria professionale fatica a superare la soglia di povertà (relativa), in cui la gran parte dei colleghi lavora come educatrice/educatore nelle comunità facendosi le notti attive per 800 euro al mese, la scelta di poter aumentare fino a tal punto la retribuzione dell’esecutivo non sia opportuna.
La proposta di rimodulare i rimborsi secondo la proposta avanzata ci sembra inoltre abbia un inequivocabile significato politico che è quello di spostare il baricentro della politica professionale dal suo luogo naturale, e cioè dal Consiglio dell’Ordine, all’Esecutivo. Mentre il Consiglio raccoglie tutte le maggiori componenti di pensiero all’interno della categoria, questo esecutivo, eletto con un colpo di forza, è monocolore.
Per questi motivi avanziamo una nostra proposta che chiediamo venga messa ai voti in alternativa a quella inviataci, legata, come la precedente, alla retribuzione oraria.
Proponiamo dunque:
– Sistema a costo orario con certificazione delle ore.
– Presidente 30 euro/h, max 15000 annui
– Cariche 30 euro / h, max 12000 annui
(le ore aggiuntive rispetto al massimale non verranno pagate, l’Esecutivo rinuncia a gettoni per i Consigli – disciplinari e non)
Appoggiamo la proposta di riduzione degli indennizzi di carica dei consiglieri equiparando i gettoni di presenza per i Consigli Ordinari e per quelli Disciplinari per un importo di 200 euro.
Per quanto riguarda l’aumento della retribuzione per le istruttorie disciplinari da 400 a 500 euro, riteniamo che una retribuzione più equa e più coerente dovrebbe prevedere tariffe differenziate a seconda della difficoltà dei singoli casi.
Attualmente, ogni consigliere istruttore riceve il suo gettone, indipendentemente dal fatto che il caso venga subito archiviato o, al contrario, che siano necessarie innumerevoli audizioni e la raccolta di un ricco materiale probatorio per portarlo in dibattimento. Perciò, proponiamo di distinguere il grado di difficoltà, e dunque di impegno lavorativo richiesto, tra i vari casi e che la retribuzione sia ad esso commisurata. Sarebbe altresì importante introdurre il principio dell’equa distribuzione dei casi in ordine al loro grado di difficoltà.
Siamo assolutamente favorevoli alla proposta di retribuire il lavoro dei GDL (che partano, non solo come nella proposta fatta, da gruppi di consiglieri, ma anche da gruppi di iscritti, previa valutazione da parte del Consiglio) e proponiamo di aumentare le tariffe proposte per il coinvolgimento degli iscritti non consiglieri (25 euro sia per il lavoro di coordinamento sia per il lavoro operativo).
Soprattutto, ci auguriamo che la nascita di GDL misti o costituiti da soli colleghi sia un’opportunità importante per ridistribuire parte del budget a disposizione dell’Ordine tra i colleghi, promuovendo idee e progetti di comune utilità.
Ricordiamo a tutti che i Consigli sono aperti e quindi vi invitiamo a partecipare al prossimo Consiglio, che si terrà lunedì 14 Luglio 2014 ore 20.00 presso la sede dell’Ordine.

RESOCONTO DAL CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI PSICOLOGI DEL 9/6

Il Consiglio si apre con l’approvazione del verbale della seduta tenutasi il 19 maggio 2014 da parte della maggioranza dei consiglieri. I consiglieri del CPPP chiedono una modifica al verbale, poiché risulterebbe la creazione di un gruppo di lavoro rispetto alla questione delle cure primarie che si ritiene non sia mai stato votato. Si chiede di sospendere l’approvazione in attesa di un riascolto della registrazione della seduta precedente: il Presidente oppone un rifiuto che passa a maggioranza relativa, con i voti contrari nostri e delle altre minoranze.

Successivamente i consiglieri del CPPP fanno presente che alcuni punti rimangono sempre in coda (lo sportello tirocini, la commissione tutela): si vota all’unanimità la possibilità di cambiare l’ordine dell’Ordine del giorno.

COMMISSIONE TUTELA
Vengono mostrate le modifiche apportate al documento originale, mostrando gli atti tipici della professione già stesi dal CNOP in rapporto alle altre figure limitrofe e chiarendo che spesso si verificano abusi professionali camuffando la terminologia. A questo proposito il CPPP aveva proposto di compiere una mappatura di enti e associazioni limitrofe per creare un dialogo e vigilare sui loro regolamenti per individuare gli illeciti; si può, quindi, partecipare al tavolo sulle norme Uni, poiché diventerebbe un vantaggio per la nostra categoria professionale.

Dopo una discussione, in cui i consiglieri del CPPP esplicitano l’importanza di tutelare le nuove figure piscologiche (orientatori, consulenti, operatori psicoeducazionali) e Ap propone di mantenere il documento originale, si vota per i consiglieri che comporranno la Commissione Tutela: oltre al presidente, che partecipa di diritto, si propongono Verde, Cikada, Salvai, Fieni, Campisi. Vengono votati: Campisi, Cikada, Verde, Salvai.

 

SPORTELLO TIROCINI

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Finalmente siamo riusciti a votare e rendere effettivo lo sportello sui Tirocini di Specialità, che avrà la funzione di monitorare quanto i percorsi di tirocinio rispettino i limiti posti dal protocollo di intesa scritto dal CPPP, Consap, ASL, Ordine , soprattutto per ciò che riguarda limiti di ore e di mansioni. Lo sportello ha come obiettivo quello di accogliere criticità da parte dei tirocinanti e dei tutor, di mappare i luoghi di tirocinio e di raccogliere dati utili a progettare interventi successivi. Lo sportello sarà su appuntamento e dovrebbe essere pubblicizzato sul sito. Dopo un tempo di sperimentazione di sei mesi, durante i quali se ne occuperà un consigliere, è previsto il subentro di una persona esterna.

Dopo puntualizzazioni da parte dei consiglieri (necessità di stare dietro al protocollo d’intesa e sollecitare la partecipazione di tutor e CONSAP) si approva definitivamente il progetto.

NOMINA COMPONENTE ORDINE COMITATO ZONALE
AP presenta la candidatura di uno psicologo esterno al consiglio dell’Ordine, il collega Maurizio Martucci, affinché si occupi di gestire le nomine del comitato zonale.
Non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che il resto del consiglio non è stato interpellato a riguardo e non ha potuto quindi presentare altre candidature (interne o esterne). Il nome proposto,corredato certo da un congruo curriculum vitae, non è stato messo in comparazione con altri colleghi bensì scelto e proposto senza esplicitare modalità nè motivazioni. Nonostante le obiezioni portate da una parte del consiglio, il Presidente propone la votazione del collega che si conclude con 7  voti favorevoli, 2 astenuti e 6 contrari. A parere di una parte del consiglio la candidatura non è passata: si ritiene necessaria ottenere la maggioranza assoluta dei voti, quindi 8 favorevoli su 15; a parere di AP invece la votazione è valida e la candidatura proposta è passata, dato che i voti favorevoli sono superiori ai voti contrari. Commenti a parte, il consiglio ha concluso verbalizzando la candidatura ma con la promessa da parte di un versante del consiglio di procedere ad accertamenti legali in merito alla validità dell’esito della votazione.

PROGETTO SULLA FORMAZIONE
Ap propone di supportare attività di formazione attraverso le nuove tecnologie e servirebbero circa 40000 euro di budget. Il Presidente richiede una votazione immediata, nonostante tale progetto sia appena stato presentato.

SOSPENSIONE REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
Viene proposta la sospensione del vecchio regolamento del Consiglio. Alcuni consiglieri ritengono che non si debba necessariamente sospendere (creando un tempo di vuoto normativo), ma che si possa lavorare per attuare le modifiche ritenute più funzionali. La sospensione viene approvata.
Inoltre, Ap decide di sciogliere i gruppi di lavoro e le commissioni esistenti (ad esempio, commissione sanità), poiché ritengono che non siano funzionali e siano autoreferenziali; alcuni consiglieri CPPP evidenziano la non partecipazione degli altri consiglieri nella realizzazione e si presentano favorevoli ad una modifica, ma chiedono che venga resa nota la riorganizzazione che si voterà. Non viene considerato questo punto di vista e si procede con l’approvazione della proposta.

La seduta si conclude con una considerazione dei consiglieri CPPP, riguardante il mancato dialogo e l’inutilità di avanzare proposte poiché non avviene un vero confronto.

RESOCONTO DAL CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI PSICOLOGI DEL 19/5

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Il consiglio dell’ordine parte con un’aggiunta all’Odg, approvato all’unanimità: le cure primarie .

Viene inoltre indetto un consiglio straordinario per votare i candidati triennalisti al CNOP

A proposito di cure primarie…
Lombardo riferisce di avere ricevuto la delibera dalla regione relativa al progetto cure primarie. Nella delibera non compaiono però le richieste che l’ordine aveva avanzato e approvato nel consiglio del 14 aprile, cioè di scegliere i criteri di selezione degli psicologi e di inserire due consiglieri nel comitato scientifico del progetto. Questi due punti non compaiono nella delibera ricevuta in data 16 maggio, inviata a Lombardo come presidente e a Zennaro come rappresentante dell’Università

Come se non bastasse, nella delibera attuale, l’Ordine risulta l’unico finanziatore del progetto. Progetto a cui, ricordiamo, sono stati destinati 140.000 euro e dal quale è sparito l’impegno della regione a finanziare 400.000 euro.
Dal 14 aprile, data in cui era stato approvato il progetto, l’Ordine non è più stato interpellato.
Questo lo stato dell’arte.
Lombardo propone di bloccare il progetto e non firmare il protocollo d’intesa, ritenendo che la fretta della Regione sia dettata dal volerlo approvare il 21 maggio, prima delle elezioni; propone inoltre di annullare il protocollo di intesa precedente, ma ribadisce l’intenzione di portare avanti la questione “cure primarie” con la nuova giunta, definendola un tema centrale.

Zennaro evidenzia la fregatura: abbiamo chiesto di avere titolarità nello scegliere le persone candidate a portare avanti il progetto ma, secondo la versione attuale della delibera, i candidati sarebbero individuati tra psicologi che già la lavorano nelle Asl.
L’idea era quella di reclutare nel progetto 20 nuovi psicologi e non quello di dirigere il finanziamento a persone già selezionate!!!
Laezza è intenzionata a fermare il finanziamento stando così le cose, ma sostiene la necessità di mantenere la versione pregressa, frutto del lavoro del precedente consiglio dell’Ordine e sul quale erano state aggiunte modifiche dal corrente consiglio in data 14 aprile.

I 140.000 euro previsti sono destinati a pagare i colleghi? Non è chiaro come dal momento che il personale è pagato dalle asl..
Campisi rimarca che l’idea di finanziare un progetto di cure primarie con i soli fondi dell’Ordine, rinunciando per ora al previsto finanziamento regionale e la prospettiva di impiegare quelle risorse senza alcuna partecipazione al progetto di giovani psicologi,disoccupati o precari, sia semplicemente irricevibile. Inoltre questa proposta costituisce, da parte della regione , l’ennesima mortificazione della professione psicologica e rivela una visione miope sul tema delle cure primarie; l’indisponibilità a impegnare fondi regionali su tale tematica, dimostra che non è stato ancora compreso che le cure primarie non sono un balzello ma un’opportunità di benessere per i cittadini, un’opportunità di lavoro per tanti giovani psicologi in difficoltà occupazionale e soprattutto un’enorme occasione di risparmio per le casse regionali! Il progetto doveva essere un’apertura verso nuove forze e non contribuire a mantenere una situazione di staticità asl-centrica.

Fachin sottolinea l’importanza di coinvolgere anche ordine dei medici in un progetto del genere come co-finanziatore.
Zennaro definisce la vicenda come una frettolosa necessità della regione di prendersi la medaglia del progetto, che poi verrà messo in cassa alla nuova amministrazione!
Per quanto riguarda la questione “ordine dei medici”, ricorda come il vecchio protocollo era stato approvato da federazione italiana dell’ordine dei medici, tranne due sindacati minori, ma non come finanziatori

Laezza esprime la preoccupazione che se anche il primo protocollo dovesse essere disapprovato, si potrebbero creare delle lungaggini di lavoro e un lavoro di molti anni andrebbe perso.

Zennaro pone la questione del come a e a chi comunicare il dissenso che sta emergendo unanime in consiglio e propone una lettera aperta a tutte le parti.

Laezza propone di ribadire di non approvare quest’ultimo protocollo e di sottoporre nuovamente nel protocollo i punti che stati aggiunti successivamente (consiglio del 14 aprile).
Lombardo dice che il protocollo ha valore solo per noi. Le nostre richieste non sono mai state accolte, propone di annullare il vecchio documento per evitare il rischio che venga preso, già firmato da noi e Università così come era è portato avanti senza modifiche dalla nuova giunta.

Lombardo torna a sottolineare che ci è stato fatto uno sgarbo imbarazzante e avvallare una cosa di questo tipo è grave; Zennaro d’altro canto pone l’accento sul fatto che se adesso noi facciamo troppo casino sulla vicenda e la annulliamo rischiamo di essere quelli che la fanno saltare e ribadisce la sua proposta di scrivere una lettera aperta su quello che NON troviamo sul protocollo rispetto agli accordi presi.

Su questo punto, nonostante il sostanziale accordo di tutti i consiglieri sull’irricevibilità dell’attuale protocollo, emergono posizioni differenti che vedono Lombardo insistere per rifiutare entrambi i protocolli (il precedente in quanto firmato solo da Università e Ordine) e di riunirsi al più presto per redarre un nuovo documento che tenga conto delle nostre posizioni. Laezza sostiene la bontà del precedente protocollo. Fachin esprime perplessità sull’opportunità di dare vita ad un gruppo di lavoro per questo dato il grosso lavoro fatto precedentemente e le possibili lungaggini che questo comporterebbe.
Infine, dopo una lunga mediazione, il Consiglio decide all’unanimità di non avvallare la proposta di delibera ultima e si vota per esprimere l’interesse e la necessità di realizzare un progetto di cure primarie. Si decide di riproporre un protocollo di intesa che, per essere sottoscritto dall’Ordine degli Psicologi, dovrà contenere i seguenti punti: co-finanziamento della Regione di 400.000 €, assunzione di 20 colleghi, presenza dell’Ordine nel comitato che decide i criteri di selezione dei candidati.
Non verrà creato un gruppo di lavoro ad hoc ma si scriverà questo documento così come deciso in questa sede.
Il tempo in consiglio stringe…sono ormai le 22.30 passate e si passa al secondo punto all’OdG: il lavoro della commissione tutela.
Cikada prende la parola e chiede delucidazioni su alcuni punti redatti dal gruppo del CPPP; soprattutto esprime preoccupazione per la formula usata, parlando delle professioni limitrofe a quella di psicologo, di “negoziazione” dei confini della pratica professionale. Altri, tra cui Lombardo e Parpaglione si uniscono alla preoccupazione di Cikada. Fachin risponde spiegando le necessità di parlare con gruppi di professionisti che si siano dati un’organizzazione; questo non significa ammettere degli illeciti ma di fatto costruire delle regole considerando le professioni “confinanti”. Il clima si surriscalda parecchio, parlano Campisi, Graziato e altri prenotano il turno di parola.

Apriamo una breve parentesi per approfondire la posizione del CPPP in tema di tutela.

L’idea del Coordinamento sulla questione della tutela è che la professione va tutelata non solo da “aggressioni” provenienti dall’esterno ma anche da distorsioni che nel tempo si sono create all’interno della categoria. Ci riferiamo per esempio a Psicologi, spesso più anziani, che non mostrano sufficiente cura nel difendere i più giovani dal rischio di precarizzazione e sfruttamento in vari contesti come i tirocini e la formazione.

L’idea del Coordinamento rispetto ai Counselor, ad esempio, è che la questione va affrontata su vari piani. Certamente gli illeciti vanno perseguiti, là ove si configuri un abuso professionale è necessario intervenire con forza per fare rispettare la legge; su questo siamo d’accordo con i colleghi di AP. Così come sulla necessità di usar,e come arma di tutela, l’informazione alla cittadinanza sui rischi di sottoporsi a trattamenti psicologici svolti da non Psicologi.
Ciò su cui c’è disaccordo è che per tutelare efficacemente le prerogative della nostra professione sia indispensabile anche contemplare quei casi dove non si configura un abuso palese. In tutti quei casi (a nostro avviso la maggior parte) che si fa? Ricordandoci che le professioni limitrofe non sono sotto la giurisdizione dell’Ordine degli Psicologi, riteniamo che agire in quello spazio intermedio e un po’ indistinto solo con la forza delle carte bollate e dello scontro legale sia, oltre che un costo insostenibile, una modalità che rischia di essere inefficace o addirittura pericolosa (che succede se viene scritta una sentenza a sfavore degli Psicologi? Sarebbe un precedente che farebbe scuola! Avremmo ottenuto, invece che la tutela, l’effetto opposto!). Per questo pensiamo che per tutelarci non possiamo semplicemente dire che con i counselor non ci si parla perché sono illegittimi. Questa linea ci pare inadeguata perché le professioni limitrofe continuerebbero ad esistere nonostante il nostro legittimo sdegno. Ecco perché pensiamo siano necessarie anche altre azioni che producano atti su un piano più generale e politico anche per mezzo di iniziative prese dall’Ordine Nazionale.

In questo contesto, riteniamo indispensabili il dialogo tra rappresentanze di categoria, magari conflittuale e duro, ma necessario e funzionale ad aumentare l’efficacia delle azioni di tutela che l’Ordine vuole intraprendere.

La semplicistica interpretazione o accusa che il Coordinamento remi contro la tutela perché vuole parlare con i counselor la rispediamo al mittente.

Tornando alle mirabolanti gesta di via San Quintino… 
Lombardo sottolinea come ormai manchino pochi minuti alla chiusura…si decide di rimandare la decisione al prossimo consiglio. Chiude la seduta non prima di aver ricordato ai colleghi che il Consiglio è un organo deliberativo e che i dibattiti e i confronti sui temi rallentano il lavoro. In sottofondo Graziato afferma che l’organo si è strutturato in un certo modo e tutti dovrebbero accettarlo (in realtà l’organizzazione dell’Ordine è un punto rimasto in sospeso e attualmente un gruppo di colleghi sta lavorano ad una proposta che possa trovare il consiglio d’accordo).

Le Osservazioni di chi ha redatto questo resoconto sono di un clima scarsamente collaborativo, molto rallentato da resistenze più o meno esplicite.
Il dibattito, nonostante acceso, appare spesso fittizio perché non porta ad alcuna mediazione. Nonostante il tempo passato a sentire i contributi di tutti, di fatto il dialogo produce poco e si torna al punto presentato in origine dal gruppo AP che apparentemente permette il dialogo, salvo non ammettere correttivi alcuni alla sua linea e redarguire per il tempo “perso” a discutere.

 

 

 

Resoconto dal Consiglio dell’Ordine Psicologi Piemonte del 14/04

Diamo comunicazione dei punti trattati nel corso della seduta del Consiglio del 14/04. Vi ricordiamo che la partecipazione alle sedute è libera e aperta a tutti i colleghi.
Per il CPPP erano presenti i Consiglieri Campisi, Fieni e Locati.

 

Vengono stabilite le nuove date dei prossimi consigli.

Situazione recupero quote degli iscritti morosi: nel 2013 sono stati 654, per oltre 80mila euro. In tutto, mancano circa 317mila euro. Si invierà mail “bonaria” di sollecito; con morosità superiore ai due anni scatta la sospensione.

Il Consigliere Zennaro fa il punto sulla riorganizzazione dei Corsi di Laurea magistrale. C’è stata l’occupazione da parte degli studenti contro il numero programmato; sembra che per Psicologia Clinica si sia raggiunto un accordo perché, avendo carattere pratico e sperimentale, sono tutti d’accordo che porre un limite significa garantire una buona didattica (ci saranno laboratori con max 25 studenti). Il numero è legato al numero di docenti. Dopo varie vicende e confronti con le parti sociali, il Dipartimento propone:

  • 240 Psicologia Clinica (14 docenti)
  • 120 Psicologia Criminale
  • 180 Scienze della mente e del corpo
  • per Psicologia del Lavoro non è giunta nessuna richiesta di inserire un tetto.

Zennaro aggiunge di essere contrario all’idea del Rettore Ajani di aprire i corsi a tutti: la situazione sarebbe assolutamente ingestibile.
Si vota per appoggiare il Dipartimento su questi numeri: la proposta passa a maggioranza.

Aggiornamento residenzialità: il Presidente Lombardo ha visto Vignale, Nizza, Morgagni, Cavallera. Lo hanno rassicurato dicendo che faranno il possibile per mettere una postilla per gli psicologi; si cerca di salvare quelli a tempo indeterminato. Non è ancora chiaro come; giovedì 17 ci sarà un tavolo a riguardo.

Psicologo in farmacia. il Vicepresidente Graziato ha riscontrato alcune carenze: non è stata mai attivata la commissione prevista, ci sono convenzioni diverse nelle varie provincie e non è stato compiuto monitoraggio. I colleghi coinvolti sono stati contattati via mail. Si pensa di utilizzare questa esperienza per farne un e-book, anche se non si possono mettere regole tariffarie per gli psicologi in farmacia (in virtù del Decreto Bersani sulla libera concorrenza).

Tavolo TIPS. Il Consigliere Fieni chiede che, oltre al Presidente Lombardo e a lui stesso in quanto referente sanità, venga votata una terza rappresentanza dell’Ordine al tavolo. Si tratterebbe di riconfermare la presenza della dott.ssa Lombardo, che ha seguito i lavori finora; il dott. Manna (Regione Piemonte) ha espresso parere favorevole. Lombardo si oppone, sostenendo di non averne discusso lui stesso con Manna. Si può andare avanti così, visto che più avanti ci saranno da rivedere gruppi e commissioni. Chiede di votare quindi per la riconferma propria e di Fieni, opponendosi perciò all’inserimento di una terza persona. La proposta passa a maggioranza, con astensione dei consiglieri del CPPP.
La Consigliera Laezza lamenta la mancanza di una riorganizzazione dell’Ordine: chiede che il direttivo aggiorni tempestivamente il Consiglio sulle attività. Il Vicepresidente Graziato replica ricordandole alcune carenze che attribuisce alla precedente consiliatura.

Codici di branca. La Regione aveva dato parere favorevole all’inserimento nei sistemi di codici propri per la Psicologia. Saremmo i primi in Italia. Il Consigliere Fieni chiede di votare affinché l’Ordine sostenga l’iter. Lombardo esprime perplessità perché sta per assentarsi per motivi personali: una volta chiarito che potrà fare delega per la scrittura della richiesta, la proposta passa all’unanimità.

Gruppo di Lavoro ufficio stampa. Il Consigliere Cometto presenta un prospetto sull’apertura di un account Facebook dell’Ordine, e via via di altri social. La bacheca sarebbe sottoposta a moderazione e le comunicazioni sarebbero istituzionali. La consigliera Locati esprime perplessità: sarebbe meglio dare la possibilità ai singoli consiglieri di dire la propria. Il Consigliere Zennaro vede il rischio che possano emergere confusioni su chi dice cosa. Il Consigliere Bianciardi si augura che non diventi uno spazio “politico”. Cometto ribatte che ciò che verrà postato sarà il pensiero dell’Ordine anche se sarà moderato dal Presidente o altra figura. La Consigliera Laezza si domanda che differenza avrebbe rispetto al sito. Inoltre Cometto sostiene che così si eviterebbe che gli iscritti chiedano informazioni di servizio sulla pagina.
Dopo 20 minuti di discussione si procede con i punti successivi.

Arrivano revisore contabile e commercialista.Il Tesoriere Parpaglione fa un’introduzione in materia di bilancio. Il revisore esprime parere favorevole all’ approvazione del bilancio consultivo; il commercialista individua alcuni punti del regolamento che andrebbero meglio specificati.

Punti informativi locali. Introduzione del Vicepresidente Graziato sulla storia di ciascun PI; per quelli chiusi si fa uno spostamento di budget verso quelli aperti, andando in pareggio. Viene fatto osservare che Asti rimarrebbe così chiuso, Graziato risponde che semmai si lavorerà in futuro per riattivarlo.

Approvato l’impegno di spesa per la partecipazione a “Tutti in rete”.

Commissione paritetica tirocini Rebaudengo. Il Consigliere Zennaro è fortemente contrario perché lo stesso ente forma anche counselor; hanno disattivato il master in counseling filosofico ma hanno altri insegnamenti attivi. Si posticipa la votazione fino a quando si avranno garanzie sulla formazione.

Settimana del Benessere psicologico. Punto rimandato per discutere degli altri, più urgenti.

Progetto “start up” nuovi iscritti. La Consigliera Cikada e il Vicepresidente Graziato presentano le cifre da stanziare a budget. Si tratterà di 10 cicli con 30 neo iscritti ciascuno; dureranno due giornate. Viene subito notato come si tratti di cifre molto elevate.

  • 800 euro /giorno per la docenza
  • 400 euro per le slide
  • 3000 euro per la realizzazione di un ebook

Il Consigliere Bianciardi propone di renderlo una sorta di “passaggio di conoscenze” tra generazioni. Potrebbe occuparsene un collega “anziano”, non gratis ovviamente ma a prezzi molto inferiori. Graziato ribatte che ci vuole un docente di alto livello, difficile da reperire sul mercato. Esplicita i criteri di selezione: verranno vagliati curricula di professionisti esperti, che verranno messi alla prova con simulate d’aula. Il Consigliere Campisi aggiunge che anche per l’ebook la cifra è troppo elevata: come è stata stimata? Lombardo risponde che è stato interpellato il commercialista che collabora con l’Ordine del Veneto. Si tratterebbe di un documento di oltre 200 pagine, quindi tante ore di lavoro. Campisi ribadisce la bontà del progetto, ma questi costi sono davvero alti.
Il progetto viene approvato; dalla votazione si astengono Campisi, Locati e Fieni.

Cure primarie. Lombardo ha chiesto che l’Ordine venga inserito nel comitato scientifico. Viene approvato lo stanziamento dei 140mila euro da parte dell’Ordine.

Agenzia di comunicazione. Sulla base di un preventivo, è stata individuata una società. I ConsiglieriLocati e Campisi chiedono che vengano vagliati più preventivi in modo da avere metri di paragone. Lombardo risponde che stavolta c’è urgenza per organizzarsi in vista delle elezioni regionali. La stessa cosa viene fatta osservare per la scelta della società che si occuperà di rassegna stampa. Si tratta di “Mimesi”, anche questa selezionata senza aver valutato altri preventivi. Lavora già per CNOP ed Enpap. L’Ordine verrebbe inserito nella newsletter del CNOP.
Locati chiede  che vengano sentite altre società, tanto più che non c’è urgenza. Perciò si approva l’idea di implementare un servizio di questo tipo, la società invece sarà selezionata in seguito.

Commissione tutela: punto rimandato per mancanza di tempo.

La prossima seduta si terrà il 19 maggio.

 

 

 

 

Dire, fare, sanare.

nessuno mi può giudicare

Lunedì 24/02 c’è stato un consiglio dell’Ordine piuttosto animato.

Per sommi capi ecco quanto accaduto.

Dopo alcuni annunci di carattere generale ed un sollecito di Bianciardi (che chiedeva se Altra Psicologia avesse comunicazioni da fare rispetto alla cumulatività delle cariche e alla loro incompatibilità con il regolamento dell’Ordine) caduto in: “non ci sono comunicazioni” , un no comment duro e puro degno del miglior legal-thriller americano (ndr. Per chi si fosse perso qualche succosissimo passaggio delle istituzioni della nostra professione, alcuni consiglieri di AP oltre alla carica all’Ordine ne hanno un’altra all’Enpap), si è passati alla presentazione della proposta di organizzazione dell’Ordine da parte di AP.

Questo ha generato un accesso di dibattito di “si, mi piace”, “no non mi piace”, “mi piace ma ci devo pensare”, “non mi piace ma ci devo pensare”, “non mi piace pensare che mi piace”, etc. che ha portato ad un ostacolo tecnico ossia, per mettere in pratica quanto proposto occorre modificare il già citato regolamento, questo dilungherebbe di molto i tempi e, forse forse, la comunità votante e trepidante non muore dalla voglia di vedere il nuovo consiglio alacremente al lavoro per modificare un regolamento interno all’Ordine che poco ha a che fare con le urgenze pressanti che vivono quotidianamente i colleghi (lavoro e formazione continua per citarne solo due)

In questo impasse piuttosto paludoso e stagnante ci si è rimasti un po’, forse anche grazie all’abilità mediatrice di AP che, dopo avere dato spazio di parola a tutti, non si è comunque spostata di un millimetro dalle sue posizioni e non ha proposto un’alternativa di metodo all’adozione di suddetta proposta.

E’ toccato al CPPP proporre una mediazione che è consistita nel portare avanti la riflessione su di un’organizzazione nuova interna all’Ordine che non mutui necessariamente l’esistente e, nel frattempo, andare avanti secondo il vecchio modello per affrontare questioni urgenti, ad esempio la psicologia in ambito sanitario.

A quel punto, nonostante le reticenze di AP a sposare un metodo di lavoro diverso da quello proposto, si è rotolati velocemente e inaspettatamente verso le votazioni per la referenza alla sanità. Punto che, non era previsto nell’ODG e che, la consigliera Laezza ha più volte sollecitato a discutere subito.

Antonella Laezza si candida dunque per la carica. Il CPPP candida Dario Fieni, candidatura che scalda gli animi di qualche uditore che – abbandonando la propria sedia – si avvicina ad un gruppo di CPPPini per domandare delucidazioni a riguardo, ovvero se sia giunti ad un accordo sul nome prima della votazione in Consiglio.

Ecco, questo non è più accettabile. Non è inaccettabile il fatto che Dario Fieni parli di ricattabilità, come dicono i colleghi di Insieme per la Psicologia, questo è anzi un tema che andrebbe approfondito anziché bandito/criticato.

Pensiamo sia inaccettabile piuttosto che si urli al complotto appena le situazioni volgono in direzioni inaspettate per chi ha gestito l’Ordine fino a ieri.

Chi candida il CPPP è una decisione che viene presa, anche faticosamente, all’interno di riunioni, discussioni, incontri. Non nei seminterrati dell’Ordine. E questo è bene che venga ricordato. Il Coordinamento è interessato ad essere coerente con il programma che gli elettori hanno sostenuto, non a stringere accordi sottobanco.

Dario Fieni è stato candidato in quanto competente rispetto alla tematica, competenza derivante, come quella di tutti noi, dalla nostra professionalità e dall’esperienza maturata in questi 4 anni di attivismo politico professionale all’interno del CPPP e in mezzo ai colleghi, fuori dalle vecchie logiche del clientelismo sostituite da quelle della partecipazione politica.

Laezza si candida in quanto diretta interessata (è una dipendente pubblica del servizio di psicologia dell’ASLTO3) e conoscitrice del mondo ASL.

Fieni si candida perché NON appartiene al mondo ASL e il CPPP crede che quel ruolo debba essere svincolato da interessi altri che non siano quelli ordinistici di tutela e promozione della professione. Fieni aggiunge inoltre di “non essere digiuno a riguardo” … per fortuna c’è qualcuno che si interessa a qualcosa anche se non è coinvolto in prima persona.

Fachin (CPPP) aggiunge che nel programma del CPPP, centrato sulla parola d’ordine LAVORO, uno degli obiettivi che il CPPP si dava era allargare l’ottica e smettere di pensare che psicologia in ambito sanitario coincidesse con mondo ASL. Solo una piccolissima fetta di iscritti all’ordine ormai appartiene al mondo degli strutturati nel servizio pubblico mentre spopola un mondo fatto di consulenti (neanche tanti), specializzandi, borsisti e privato sociale in varie forme ed il nostro obiettivo è proprio cambiare il ruolo, il peso e il modo di pensare la psicologia in ambito sanitario.

Il nostro perseguire quello scopo non risponde a nessuna logica di stelletta da esibire o, peggio, di dispetto, risponde ad uno logica strumentale al perseguimento degli obiettivi del nostro programma e i contenuti del nostro programma sono il motivo per cui ci siamo candidati e siamo stati votati.

Chi scomoda le logiche complottiste o accordi sotto banco forse dovrebbe scendere a patti con il fatto che “I GIOVANI” non sono una parola di cui fregiarsi nei discorsi istituzionali politically correct, ma una mondo di persone pensanti con istanze e obiettivi che spesso non coincidono con quelle dei meno giovani.

Perché invece che gridare al complotto e relegarci a presuntuosi un po’ maldestri e digiuni di come va il mondo, perché non confrontarsi semplicemente da colleghi?!

Capiamo che sia dura capire questa logica per chi fino a ieri era seduto su quelle poltrone, dal momento che era abituato a considerare l’Ordine come una “cosa sua” e non una cosa di tutti.

Capiamo la tendenza a vedere complotti e alleanze dappertutto, anche dove non ce ne sono.

Capiamo che chi ha sempre condotto le politiche professionali, basandosi sulla prassi del favore all’amico e del contentino al nemico, pensi automaticamente che anche gli altri facciano così…

Capiamo tutto e soprattutto capiamo la frustrazione di chi era abituato a disporre in totale libertà e senza remore del proprio compito e ora si sente messo da parte.

Lo capiamo umanamente e per questo ricordiamo che quel modo di fare politica professionale che veniva da Marte è finito e ora finalmente si torna sulla Terra.

E’ successo con la referenza sanità e succederà con il resto, tanto vale farsene una ragione.

E ricordiamo anche questo piccolo importante particolare: non è il caso che il vecchio modo di fare politica professionale si senta escluso e minacciato, quelli finora esclusi siamo stati noi, proprio esclusi dai pensieri di chi ci ha preceduto.

L’abbiamo subìto e ne vediamo le conseguenze sulla nostra pelle, e, per strano che possa apparire, non saremo così vendicativi o sadici o immaturi da fare il dispetto di dimenticarci delle istanze che non ci riguardano.

 Il CPPP