Cosa è rimasto delle Giornate Basagliane?

volantinooraDue giorni intensi, pieni di dibattiti, discussioni, suggestioni e qualche nota polemica, indispensabile condimento di qualsiasi incontro aperto al rischio di un confronto a tutto tondo. Anche se a ben vedere un vero e proprio “tutto tondo” purtroppo non c’è stato, vista la  rumorosa assenza della Regione.

Una delibera molto utile, ad ogni buon conto, dato che per la prima volta è stato possibile ritrovare in un unico fronte di opposizione tutte le diverse frange, le diverse voci, i diversi interessi della psichiatria, raccogliere ecumenicamente in un unico consesso familiari, esperti, operatori del settore, sindacati, enti gestori e non da ultimo qualche utente, coraggioso portavoce di chi per vari e comprensibili motivi fa più fatica ad articolare e dar voce alle proprie ragioni, pur essendo il maggiore interessato dalla riforma. Uno schieramento variegato, unito dal tentativo di difendere importanti diritti sul punto di essere cassati: diritto di poter continuare ad abitare “a casa propria” e di non essere smistato via come un pacco; diritto di ricevere cure adeguate anche senza estrarre, con sicura esibizione di forza, il bancomat-colt che risolve ogni problema (a chi ce l’ha); diritto a condizioni “sostenibili” di lavoro (bisognerebbe dire “buone”… ma tant’è); diritto a veder riconosciute e non umiliate le proprie competenze; diritto a progettare e a gestire una buona psichiatria; diritto ad un uso della scienza volto a promuovere nuove possibilità evolutive, e non a difendere interessi di parte o a fornire forbite razionalizzazioni alla rottamazione di diritti fondamentali come quello alla salute.

Vari attori tutti schierati a difendere la possibilità di continuare a vivere, abitare, lavorare, gestire, curare …

Il provocatorio intervento che ha concluso la prima giornata, quello del famoso psichiatra basagliano Beppe Dell’Acqua, a detta del quale tutte le strutture residenziali rappresenterebbero in fondo residui manicomiali da abbattere, ci ha riportato con nostalgia al momento del glorioso movimento che ha portato la psichiatria, e non solo quella italiana, ad un fondamentale punto di non ritorno. Certo, a più d’uno sarà apparso piuttosto riduttivo considerare come unica via di cura quella dell’ambulatorio aperto 24 ore, azzerando con un colpo di spugna altre importanti tradizioni coeve alla psichiatria basagliana come la Comunità  terapeutica di stampo inglese o la Politica di settore francese; avrà provato un certo fastidio per l’indiscriminata equazione residenzialità psichiatrica = manicomio, sulla base della quale è negata ogni differenza tra le diverse strutture esistenti sul territorio, soprattutto in un momento in cui tante residenze psichiatriche ben funzionanti rischiano l’estinzione e tanti utenti sono su punto di perdere il tetto sopra la testa. Eppure, un orecchio romanticamente affezionato al glorioso passato ma anche attento nel fare distinzioni e soprattutto calato nella realtà attuale non potrà che aver colto anche con una certa simpatia le provocazioni di chi, comunque, continua a spingerci a riflettere su domande centrali e mai del tutto risolvibili, come: cos’è la “malattia mentale”? cos’è la “psichiatria”? che rapporto c’è tra follia e realtà, tra malattia e società, tra diritto alla cura e politiche sociali, tra bisogno di cura e libertà?

Detto tutto ciò, cosa resta delle Giornate Basagliane?

Non solo il ricordo di due belle giornate, ma soprattutto la consapevolezza di quanto è importante continuare a porsi questi interrogativi declinandoli nella dimensione concreta delle attuali politiche sanitarie e dell’imminente riforma della residenzialità psichiatrica.

Per chi è interessato ad affrontare questi temi, resta un appuntamento, sabato 21 novembre alle ore 14.30.

Potremo incontrarci per raccogliere spunti e idee, cercando di capire se può essere utile continuare ad incontrarsi ancora: per cercare mezzi e strumenti utili ad affrontare la situazione attuale, oppure per perseguire obiettivi di più lunga durata, forse costituendoci come un osservatorio permanente sulla psichiatria, o altro ancora che speriamo di poter scoprire insieme. Insomma, sarà un’occasione per incontrarci con più calma, aggregare idee, visualizzare risorse disponibili e forse aprirsi alla possibilità di perseguire obiettivi comuni.

L’incontro avrà luogo, naturalmente, presso il Caffè Basaglia!

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