Delibera Residenzialità Psichiatrica. Intervista a Lucia Centillo

Da oggi pubblicheremo sul nostro blog  una serie di interviste fatte a uomini politici, a professionisti dell’area sanitaria e a sindacalisti della nostra Regione sulla delibera sulla residenzialità psichiatrica. In questo modo il Coordinamento Psicologi Psicoterapeuti Piemontesi CPPP ha intenzione di creare dibattito, in modo propositivo e cercando di coinvolgere più realtà del territorio.

Quattro domande, sintetiche e precise, che formuleremo a tutti gli intervistati. Di seguito la prima intervista. E’ importante condividere il più possibile tale iniziativa attraverso i tanti canali di comunicazione.

L’intervista di oggi è a Lucia Centillo, consigliere comunale di Torino del Partito Democratico e membro della 4° Commissione.

La regione Piemonte ha approvato da poco una delibera – D.G.R. n. 30-1517 del 3 giugno 2015 – che mette mano alla residenzialità psichiatrica regionale, apportando grandi novità e cambiamenti.

1) Ne era a conoscenza? Se si, attraverso quali canali è stato informato?

Ho saputo dai giornali, ma circolavano informazioni sul fatto che si stava lavorando ad un’ipotesi.

2) Cosa pensa nel merito dei contenuti della delibera? Dal suo punto di vista di politico [psichiatra, psicologo, sindacalista… in base alla appartenenza professionale dell’intervistato] quali pensa che saranno le possibili conseguenze?

Penso che sia necessario procedere all’accreditamento delle strutture, ma la mancata concertazione produce effetti di sistema non condivisibili sia sul piano economico con costi aggiuntivi sui comuni e sulle famiglie e con rischi sulla qualità del servizio per lo scarso riconoscimento della complessità assistenziale in campo domiciliare.

3) L’approvazione della D.G.R. ha portato con sé numerose polemiche, molte delle quali sono relative al come si è giunti alla sua stesura ed alla sua approvazione. Che pensiero ha al riguardo?

Penso vada sospesa la DGR , avviata una concertazione per la riscrittura in grado di valorizzare le esperienze e le competenze, definiti i percorsi per l’acreditamento delle strutture.

4) Preso atto dell’approvazione della delibera, pensa che essa sia da mantenere così com’è o sia necessario introdurre cambiamenti ed integrazioni? In quest’ultimo caso quali modifiche apporterebbe?

Non mi sento di rispondere in poche righe. Va avviata una fase di approfondimento e analisi con ampia consultazione per una progettazione partecipata del servizio per la definizione di un piano per la salute mentale, fermo restando l’urgenza di accreditare le strutture anche a fronte delle indagini in corso.

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