Resoconto del Consiglio dell’Ordine di lunedì 14 luglio

ghe pensi apIl Coordinamento vi propone come consueto un resoconto dei principali accadimenti del consiglio dell’Ordine. Nonostante l’obiettivo di essere più sintetici possibile questa volta ci siamo dilungati un po’ di più per gli argomenti particolarmenti delicati che ne sono stati oggetto. Buona lettura!

  • Il consiglio si apre come di consueto con l’approvazione del verbale del 28  e del 30 giugno.
  • Il presidente Lombardo (AP) comunica la data del prossimo consiglio: 22 settembre ore 9-13.

Comunica anche una seconda data per settembre in un orario incompatibile con gli impegni lavorativi di alcuni altri consiglieri, come Campisi e Locati (quota CPPP) i quali chiedono di poter individuare altri momenti, ad esempio la sera, che consentano loro di poter partecipare ai lavori del consiglio senza dover vedere penalizzata la loro attività lavorativa.

La consigliera Verde ribatte che lei lavora come libera professionista in studio fino alle nove di sera e lo stesso tipo di osservazione proviene anche dalla consigliera Cikada, entrambe in quota AP.

A seguire una vivace discussione e dopo la proposta di Locati di giungere quantomeno ad un compromesso, come una rotazione fra momenti serali e mattutini per non penalizzare solo alcuni, il presidente Lombardo decide di mantenere solo la prima data e di scegliere in quella sede come calendarizzare le altre.

  • Il vice-presidente Graziato (AP) comunica che ci sono alcune incombenze relative alla fatturazione elettronica e ai relativi adempimenti.

Servirà di certo attrezzarsi in tal senso da marzo 2015.

Per aiutare gli iscritti è stato organizzato un webinar con un commercialista.

  • Il consigliere Parpaglione (tesoriere, in quota AP) riferisce di alcune variazioni di bilancio  I soldi stanziati, ma non impiegati sono stati ri-conteggiati in altre voci di spesa. Tra le voci di spesa scelte per il destino degli esuberi vi è il budget per i consiglieri. Alla richiesta di Campisi (quota CPPP) di delucidazioni, Parpaglione motiva/ammette che è dovuto alla richiesta, prevista al punto seguente dell’Odg di variare il compenso delle cariche esecutive. Campisi fa notare che non ha senso chiedere il voto su un impegno di spesa che potrebbe variare in base ad una votazione successiva.

La variazione di bilancio viene comunque messa a votazione e approvata con 9 voti favorevoli. I consiglieri del coordinamento si astengono dalla votazione.

  • Altro impegno di spesa e punto all’OdG è l’ accreditamento Ecm per un corso di formazione presso il punto informativo di Cuneo (e relativa acquisizione di provider esterno) per colleghi impegnati nelle strutture per anziani. La consigliera Fachin (quota CPPP) commenta come l’iniziativa sia di per sé lodevole, ma dato che le voci di spesa sono generiche e non dettagliate, risulta compicato comprendere appieno l’iniziativa. Si apre un momento di botta e risposta tra consiglieri AP e CPPP sulla questione. Locati (quota CPPP) chiede infine che le decisioni sui corsi specifici che verranno affidati ai provider esterni vengano prese in modo collegiale all’interno del consiglio e che tale proposta venga votata. Il presidente rifiuta di votare la proposta in quanto non presente all’OdG.

Si passa quindi alla votazione per l’approvazione del corso di formazione: 5 astenuti, tutti gli altri favorevoli. Corso approvato.

  • Graziato chiede al consiglio di poter parlare di un evento formativo sul tema DSA, presso il punto informativo di Novara, fissato per il 5 settembre.

Lombardo chiede chi sia d’accordo a inserire questo punto nell’odg.

Il consigliere Fieni (quota CPPP) fa notare che è stato appena vietato a Locati di poter inserire un punto che non era previsto per questa seduta e che invece ora questo viene concesso a Graziato.

Campisi chiede che venga fatta una programmazione  dei diversi corsi Ecm.

Lombardo risponde piuttosto infastidito che è una “questione di budget”.

Il consigliere Zennaro (p4p) rinforza le osservazioni di Campisi e Locati e commenta che, come ordine, non abbiamo alcun ritorno sulla qualità effettiva del corso dal momento che chi è certificato è il provider e non l’evento formativo; il che è curioso.

Graziato concorda che i contenuti e la loro qualità vadano monitorati.

Campisi ricorda di aver già chiesto di poter collaborare circa le richieste di corsi di questi punti informativi.

Si passa comunque alla votazione del corso di Novara che viene approvato con 6 astensioni.

Lombardo rifiuta anche un’ulteriore richiesta da parte di Locati di mettere in OdG la proposta che l’ordine gestisca, controlli e si prenda carico della parte formativa dei corsi accreditati dall’Ordine in un’ottica complessiva.

  • Organizzazione dell’Ordine.

Graziato dà una descrizione delle slide che proietta. L’idea di fondo è che l’ordine debba snellirsi e rispondere più velocemente ai colleghi e l’organizzazione proposta per perseguire tale obiettivo è quella di rendere l’ordine non più piramidale, ma a matrice con centralità dei gruppi di lavoro e con due “macro consulte” per presidiare i temi più importanti. Si punta inoltre ad un maggiore coinvolgimento dei punti informativi.

I gruppi di lavoro potranno procedere nel lavoro anche per via telematica senza per forza passare dalla presenza fisica all’ordine.

Altra proposta è che si ri-attivi la commissione tutela.

Come funzioneranno i Gruppi di lavoro? Saranno attivati su richiesta degli iscritti e saranno composti da un massimo di 7 componenti. Tutto quello che verrà prodotto dai colleghi sarà conservato e tracciato e messo a disposizione dei colleghi iscritti.

All’interno dell’obiettivo di massima, che è il “riposizionamento” della figura professionale dello psicologo per favorire lo sviluppo della professione, le linee programmatiche sono: la promozione della professione e del professionista, i servizi ai colleghi, “Un ordine 2.0”, trasparenza e partecipazione.

Lombardo parla della volontà di creare vari gruppo di lavoro per varie aree tematiche come ad esempio, la psicologia dello sport in vista di Torino 2015, Capitale Europea dello Sport.

Fachin osserva che il progetto di fondo al Cppp piace molto e sottolinea come vede fondamentale e innovativa la centralità dei gruppi di lavoro da parte degli iscritti; solleva a questo proposito la questione  del criterio di selezione delle idee che proverranno dalla categoria.

Come organizzarsi a tal proposito?

Un altro aspetto in merito al quale punta l’attenzione sono le due consulte (una per sanità e una consulta forense): quali funzioni avranno?

Fieni propone altresì una consulta sulla formazione.

Il consigliere Laezza (IxP) osserva che una revisione della modalità di funzionamento dell’ordine dovrà per forza presupporre dei precisi criteri di selezione e pone l’accento sulla necessità di un regolamento interno circa le modalità di selezione delle persone per una questione di trasparenza verso gli iscritti.

Inoltre, che relazione ci sarà fra esecutivo del consiglio (le 4 cariche: presidente, vice-presidente, segretario e tesoriere) e i gruppi di lavoro. Chiede che vengano esplicitati nel dettaglio questi punti in modo da poter votare in modo consapevole.

Lombardo chiede di passare all’approvazione di questa macro progettazione per definire meglio gli altri aspetti di micro progettazione a settembre.

Tutti approvano, tranne Laezza e Bianciardi che si astengono.

  • Proposta di variazione indennità di carica.

Il tesoriere Parpaglione (AP) spiega la situazione attuale: il presidente ha una indennità di 11.160 €; 9672 € il compenso annuale prvisto per le altre cariche, 186€ è l’ammontare dei gettoni di presenza, 250€ quello per tutti i consiglieri nei consigli disciplinari.

Le criticità presentate, spiega Parpaglione, sono che gli indennizzi sono sganciati dalla presenza oraria, e sono alti se si latita e bassi se si lavora tanto.

La proposta di AP: passare ad una forma di retribuzione oraria e slittare a 35€ l’ora per il presidente, ovvero un massimo 24 mila euro l’anno.

Per le altre cariche si passerebbe a 35 € l’ora, con un massimo di 21 mila all’anno.

Il gettone varrebbe 200€ e i consigli disciplinari sarebbero equiparati ai consigli normali.

L’esecutivo rinuncerebbe ai gettoni di presenza (come già avviene).

I disciplinari verrebbero pagati 500 euro anziché 400 e verrebbero finanziati sia i gruppi di lavoro interni sia quelli esterni.

Lombardo sostiene che questa modifica andrebbe nella direzione di permettere anche ai liberi professionisti di fare politica professionale.

Aggiunge che l’ordine esiste da 12 anni e solo AP ha pubblicato immediatamente i compensi di tutto il consiglio.

I consiglieri CPPP presentano una controproposta (vedere articolo precedente sul BLOG) che prevede comunque un aumento dei compensi per le cariche esecutive ma in misura più contenuta.

Pensano sia giusto che, per chi ha il compito di seguire i disciplinari, il compenso sia commisurato all’entità del lavoro (alcuni disciplinari sono molto semplici e prevedono poche audizioni, altri invece sono molto complessi e si arriva fino a 10 audizioni) con un massimo di 500€, ma che siano previsti anche dei minimi inferiori per i casi semplici.

Sul marcato aumento delle indennità per presidente e cariche più alte Locati osserva che  alcune funzioni potrebbero  essere delegate al consiglio.

Inoltre aggiunge che il lavoro all’ordine non dovrebbe essere assunto come lavoro tout court, in un momento storico delicato come questo in cui ci sono parecchi colleghi che lavorano come educatori e fanno “notti attive” in comunità.

Parpaglione ribadisce che l’aumento dei compensi non sarebbe esoso.

Il consigliere Bianciardi (IxP) osserva che se in questo momento il consiglio desidera mettere in votazione un argomento come questo dovrebbe farlo pensando ad una riduzione dei compensi piuttosto che ad un loro aumento; si candida infine per svolgere il proprio compito su base volontaria.

Un’indennità inoltre è una “indennità” non uno stipendio, e non è il tempo dedicato che favorisce i colleghi iscritti, ma la bontà delle idee.

Un presidente potrebbe essere all’ordine anche ogni giorno, ma compiere scelte sbagliate per la collettività degli iscritti.

Inoltre ciò che accade per lo più oggi, per gran parte degli iscritti dell’ordine del Piemonte si trova ora a lavorare di più per guadagnare di meno.

Pertanto dare un segnale opposto a quello proposto da Ap significherebbe dare ai colleghi un segnale preciso, ossia che il consiglio si sente parte della più ampia categoria che in moti casi versa in condizioni drammatiche.

Graziato (AP) fa notare, con chiaro riferimento a Bianciardi, che i dipendenti pubblici guadagnano molto di più di quanto non sia stato proposto in seduta da Ap e che una consulenza aziendale come quella svolta per l’ordine da Ap avrebbe dei costi esorbitanti.

Lombardo contesta a Bianciardi di non essere stato presente in alcune occasioni in cui era stato richiesto il suo contributo e di aver sempre fatto pressioni per concludere in fretta altri consigli che rischiavano di protrarsi oltre le 23.

Parpaglione parla di due ottiche differenti a confronto, quella di una visione di breve termine volta a cercare i consensi e quella di lungo termine che prevede precise responsabilità, come intende muoversi Ap, che sa che verrà valutato dagli iscritti il suo operato al termine della consiliatura.

Campisi (CPPP) osserva, in rifermento a quanto detto da Bianciardi, che per fare politica professionale occorre tanto tempo ed è corretto che questo tempo venga riconosciuto anche economicamente. Altro discorso però è un raddoppio dei compensi come quello proposto da Ap. Inoltre non si capisce, prosegue Campisi, per quale motivo l’aumento dovrebbe riguardare solo il direttivo, e si domanda se questo non tradisca l’idea di Ap di un funzionamento del consiglio ridotto a “votificio” di quanto proposto di volta in volta dall’esecutivo.

La proposta del CPPP è quella di un aumento dei compensi per l’esecutivo ma ridotta nella sua entità.

Laezza (IxP), oltre a concordare con quanto già detto, sostiene che sarebbero da evitare il personalismo e le contrapposizioni fra dipendente pubblico e libero professionista.

Non si capisce, secondo Laezza, in che modo aumentare il compenso del direttivo andrebbe ad avvantaggiare il libero professionista.

Zennaro (p4p) è contrario a legare le ore al compenso. Tante ore fatte male servono molto meno di poche ore di qualità e spese bene.

Contesta anche l’idea della timbratura interna all’ordine, a cui ha fatto esplicitamente riferimento Lombardo, ritenendo la timbratura un vecchio retaggio dell’era industriale.

Concorda sulla indennità di carica, ma il timing stesso della scelta è discutibile. Meglio sarebbe stato avere dei dati su come sta andando il lavoro di questo esecutivo all’ordine e solo dopo valutare l’eventualità di aumenti.

Zennaro espone la sua proposta di calcolare gli aumenti sulla base della differenza di reddito fra 730 del precedente anno e 730 attuale per chi ha lavorato per l’ordine.

Fieni (CPPP) contesta che 20.000€ all’anno possano essere definiti “pochi” e commenta che chi ha accettato di svolgere questo compito politico sapeva che questo impegno non sarebbe stato sostituivo del proprio lavoro.

Aggiunge che sarebbe il caso di discutere con calma di questi temi e rinviare il tutto a settembre pensando a queste modifiche in una ottica di lungo termine.

Fachin (CPPP) osserva che un incarico all’ordine non dovrebbe essere confuso con un lavoro e che certamente l’ordine non dovrebbe occuparsi di trovare lavoro agli iscritti ma neppure di diventare un semplice erogatore di servizi. Inoltre il carico di lavoro sull’esecutivo è alto anche perché spesso non viene delegato nulla.

Si dice che 20 mila euro all’anno siano incompatibili con un tenore di vita dignitoso: Fachin ricorda che è quello con cui vivono quotidianamente molti iscritti, se non meno.

Nonostante la delicatezz del tema, la controproposta del CPPP e l’inivito a riflettere con maggiori elementi e calma Lombardo mette in votazione la proposta di aumento.

La proposta passa, nell’indignazione generale, con 8 voti favorevoli (i 7 consiglieri AP più il triennalista Sandri) e 7 contrari.

 

 

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