Lettera al Consiglio dell’Ordine Psicologi Piemonte sulla questione POS

 

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Gentile Presidente e gentili colleghi Consiglieri,

 

Con la presente nota intendiamo richiamare la vostra attenzione sull’art.15 del D.L. 179/2012 conv. in L.221/2012, che obbliga i professionisti ad accettare anche pagamenti effettuati tramite carta di debito, e quindi di dotarsi del dispositivo elettronico POS .

 

Da fonti di stampa risulterebbe che i presidenti degli Ordini professionali saranno convocati a giorni dal ministro dello Sviluppo Economico per discutere le modalità per dare piena attuazione all’obbligo in vigore da oggi, anche considerando le istanze derivanti dai rappresentanti dei soggetti coinvolti.

 

Data la situazione di incertezza, basso reddito e frammentarietà lavorativa che coinvolge la fetta più ampia (e più giovane) della nostra professione, chiediamo al Presidente del nostro Ordine Regionale, Dott. Lombardo di esprimere al Presidente CNOP la preoccupazione di molti iscritti in merito ai provvedimenti in oggetto.

Nelle attuali condizioni, che rendono estremamente difficile per molti dei nostri colleghi avviare e mantenere attivo l’esercizio della professione, l’attuazione del decreto senza alcuna restrizione né agevolazione, significherebbe un ulteriore, onere in un quadro di costi già insostenibile.

A suo tempo (dicembre 2013) Federico Zanon di Altra Psicologia aveva affrontato la questione proponendo che si prendessero accordi con le banche per concordare tariffe agevolate; l’argomento non sembra essere stato ripreso da nessun Ordine né associazione di categoria.

 

In particolare, proponiamo:

 

  • Lo studio di misure per sostenere i professionisti con reddito più basso, nel dotarsi e mantenere gli strumenti tecnici necessari ad uniformarsi all’obbligo in oggetto;
  • dare attuazione alla proposta del collega Zanon e avviare una contrattazione collettiva con le banche per ottenere condizioni agevolate.

I Consiglieri del CPPP

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One thought on “Lettera al Consiglio dell’Ordine Psicologi Piemonte sulla questione POS

  1. Carissimi, in realtà come ENPAP abbiamo cercato attivamente, e oggi fornito a tutti gli iscritti, una prima convenzione a tariffe estremamente convenienti per chi decidesse di utilizzare il POS per la propria attività. Nel prossimo futuro intendiamo ampliare la rosa di offerte di POS in convenzione.

    Ma in questo caso il problema è anche e soprattutto altro: quella del POS è vicenda paradossale, disordinata, incerta dal punto di vista normativo. Se il principio di modernizzare i servizi professionali con la diffusione della moneta elettronica è del tutto condivisibile, lo è meno l’intendimento di usare questi mezzi per evitare l’evasione fiscale, che di certo non si lascerà abbattere dal POS. E l’applicazione in norma dell’obbligo del POS è la cosa meno chiara che ricordi negli ultimi anni quanto a obblighi per il professionista.

    Io credo che i professionisti debbano iniziare a far sentire in modo corale la propria voce sui temi che ci accomunano, offrendo una visione allargata dei problemi, di cui le modalità di attuazione rappresentano solo uno degli aspetti.

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