“PSICOLOGI INTERROTTI” – Emergenza nella residenzialità: migliaia di posti di lavoro a rischio –

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Vi ricordate il presidio fuori dal palazzo della Regione Piemonte organizzato dal CPPP il 5/11/2013 (https://coordinamentopsicologi.wordpress.com/2013/11/07/vi-raccontiamo-il-presidio-di-martedi-5-novembre/)

Cosa è successo dopo?

Un breve excursus: il Consigliere dott. Vignale aveva presentato una proposta di modifica alla DCR 357/97 “Standard strutturali e organizzativi del dipartimento di salute mentale” che era a sua volta una modifica della DGR 191/90. In tale documento erano descritti gli standard sia a livello edilizio sia di personale che dovevano essere rispettati nella creazione di strutture per persone in carico al Dipartimento di Salute Mentale. In sostanza andava a normare prevalentemente la residenzialità leggera per capirci gruppi appartamento, comunità alloggio, alloggi supportati e quant’altro sia stato messo in piedi negli ultimi 20 anni per occuparsi di persone affette da disturbi psichiatrici con progetti di cura, riabilitazione e reinserimento sociale e lavorativo.

Le modifiche prospettate dal dott. Vignale vedevano un ampio ridimensionamento della presenza degli psicologi in tali strutture.

Colleghi assunti negli ultimi 20 anni, ripeto, 20 anni, che vedevano messo in discussione il loro ruolo professionale e ancor peggio il loro posto di lavoro. La situazione è molto complessa e ciò di cui il CPPP si è fatto portavoce è stata la mancanza di attenzione per la psicologia in questi luoghi e nel tempo tutto ciò ha determinato la tutela, peraltro sacrosanta, di altre figure professionali come OSS ed educatori professionali ma senza considerare l’apporto che uno psicologo con la sua professionalità e il suo operato può dare all’interno dell’equipe e con gli ospiti stessi.

La nostra riflessione va nella direzione di ammettere l’importanza dello psicologo quale figura professionale che si interfacci quotidianamente con l’utenza e pienamente integrato all’interno del l’equipe educativa. Ognuno con la propria peculiarità e con i propri strumenti per affrontare le situazioni nell’ottica di formare una vera e propria equipe multidisciplinare che lavora in modo integrato.

Tornando ai fatti, quindi, la prospettiva sarebbe stata quella di limitare la presenza dello psicologo all’interno della residenzialità leggera come coordinatore di area o responsabile di diverse strutture, con una conseguente drastica diminuzione del numero degli psicologi impiegati ed un forzato licenziamento per tutti gli altri.

Capito questo meccanismo abbiamo portato il tema all’attenzione dell’Ordine e degli allora Consiglieri con i quali abbiamo formato un tavolo di lavoro per preparare una modifica alla proposta Vignale da portare in Regione e discutere. Questo è stato fatto dal precedente Presidente dell’Ordine ma per rincarare la dose noi del CPPP abbiamo anche organizzato il presidio di cui sopra.

(Per un approfondimento:

https://coordinamentopsicologi.wordpress.com/2013/05/07/emergenza-psicologo/https://coordinamentopsicologi.wordpress.com/2013/08/30/595/

https://coordinamentopsicologi.wordpress.com/2013/10/27/presidio-la-psicologia-non-deve-morire/)

 

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In seguito sono successi i trambusti di cui tutti avete nozione e la Regione Piemonte si accinge a nuove elezioni.

e adesso? Possiamo dire che nulla è cambiato?

Purtroppo non è così.

Il CPPP ha continuato a seguire con grande attenzione la vicenda, utilizzando tutti i canali in suo possesso. Il problema uscito dalla porta si sta ripresentando dalla finestra. Abbiamo avuto notizia che in alcuni tavoli istituzionali voluti dalla Regione, nel quasi totale silenzio mediatico, questo tema è stato riproposto con la medesima, se non peggiore, risoluzione:

CENTINAIA E CENTINAIA DI COLLEGHI RISCHIANO IL PROPRIO POSTO DI LAVORO A BREVISSIMO!

emergenza lavoro

Abbiamo segnalato con urgenza e chiesto, attraverso i nostri consiglieri presenti in Consiglio, che l’Ordine degli Psicologi del Piemonte intervenisse e, con l’accordo unanime di tutti i suoi membri, sono state intraprese più vie: sono stati attivati contatti istituzionali e si sono svolte riunioni urgenti per comprendere lo stato reale delle cose e per giungere a delle azioni concrete con l’obiettivo prioritario di salvare i posti di lavoro a rischio.

Lunedì scorso, il 23/03/2014 il Consigliere con delega alla Sanità Dario Fieni, nostro rappresentante, insieme al Presidente (Alessandro Lombardo), hanno preparato una nota (che potete trovare al link seguente: http://www.ordinepsicologi.piemonte.it/doc/News/ASS.%20UGO%20CAVALLERA.pdf) che è stata inviata all’Assessore Regionale alla Sanità per renderlo edotto della situazione e trovare insieme una soluzione urgente. In essa è dichiarato apertamente e chiaramente che il nostro Ordine è estremamente preoccupato per le notizie trapelate che, se trovassero compimento, porterebbero ad infauste conseguenze.

Il problema della perdita dei posti di lavoro si attualizza e si riaffaccia a gran voce chiedendo attenzione. Noi del CPPP siamo pronti a raccogliere la sfida, adesso un po’ più forti in quanto presenti anche all’Ordine e sempre preoccupati e attenti alle sorti della nostra professione.

Siamo fiduciosi e speriamo che le istituzioni possano accogliere nel modo migliore le nostre istanze e che i problemi che ora stiamo segnalando trovino una giusta risoluzione.

Dichiariamo però apertamente che il CPPP, oggi come ieri, farà di tutto perché vengano tutelati i diritti alla salute dei cittadini e al lavoro dei tanti colleghi psicologi coinvolti. Pertanto chiediamo che tutta la professione si mobiliti e presti attenzione, nell’immediato, su come si evolveranno i fatti.

Purtroppo i tempi sono stretti ed è necessario ipotizzare ogni forma di azione in tempi brevi.

E se per una volta facessimo nostro il detto “L’UNIONE FA LA FORZA”!?

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