I CANDIDATI DEL CPPP – Michela

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Sono Michela Roccello e ho 34 anni.

Sono nata e cresciuta nel saluzzese, abito a Torino dal 1998.

Mi sono laureata nel 2005 alla facoltà di Psicologia dell’Università di Torino con una tesi di Psicologia di Comunità. Dopo la laurea ho seguito un affido con i servizi sociali della circoscrizione 7 e ho fatto  il servizio civile volontario in una comunità per pazienti psichiatrici dove poi mi sono fermata a lavorare saltuariamente come educatrice fino a quando non ho cominciato un altro stage nel privato sociale, nel mondo della Cooperazione Sociale di tipo B. Lo stage è diventato lavoro e ancora oggi mi occupo di politiche attive del lavoro e di orientamento scolastico in qualità di orientatrice, tutor e responsabile di progetti.

Nonostante il mio lavoro mi occupasse (e mi occupi) full time e lo trovi pertinente con le mie competenze e con ciò che mi ha spinto a scegliere questa professione, nel 2011 ho rimesso mano alla mia voglia di “clinica”. Ho regolato il mio conto in sospeso con l’Esame di Stato, mi sono iscritta all’Ordine e ad una scuola di Specialità ad orientamento sistemico che tutt’ora frequento; soddisfatta, seppur compressa tra mirabolanti incastri di impegni.

Ho cominciato a frequentare il coordinamento incuriosita dai racconti di una cara amica che mi parlava di questo gruppo di persone che si riuniva per discutere delle difficili condizioni lavorative e della professione in generale. Ritrovavo in quei discorsi parte dei motivi che mi avevano fatta allontanare da un mondo che mi aveva deluso, quello accademico e del tirocinio post-lauream in cui mi ero ritrovata, tra altre insensatezze, a piantonare una stanza vuota affinché si presumesse che lì fosse attivo uno sportello di ascolto di cui nessuno era a conoscenza.

Nonostante la fatica che emergeva dai racconti dei miei colleghi e il redivivo fastidio per un sistema formativo spesso impostato più  sugli interessi di chi forma e non di chi viene formato, la passione per questo lavoro non si è sopita e, armata di nuova consapevolezza, nel 2012 ho ripreso il mio percorso formativo per diventare psicoterapeuta.

Mi candido all’Ordine perché come coordinamento abbiamo fatto questa scelta considerandola la più coerente e responsabile rispetto al percorso portato avanti fino a qui. Mi candido all’Ordine perché anche se non vivo sulla mia pelle una condizione di precariato trovo ingiusta la condizione di chi ambisce a fare questo lavoro e insensato che la politica professionale sia portata avanti da chi rappresenta una fetta ormai minoritaria della nostra categoria professionale, a fronte di un esercito di colleghi formati e motivati che potrebbero fornire prestazioni di qualità in un welfare che trarrebbe giovamento da una diversa visione del nostro lavoro.

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