Presidio del 5/11/2013: il CPPP parla al Consiglio Regionale del Piemonte

consiglio regionale piemonte1Il Coordinamento Psicologi e Psicoterapeuti Piemontesi in occasione del presidio che si terrà Martedì 5 Novembre davanti al palazzo della Regione Piemonte (Via Alfieri 15), contro il rischio di licenziamento di molti Psicologi operanti nelle strutture pubbliche e del privato sociale, ha chiesto ed ottenuto (lo abbiamo saputo ieri) un incontro con il Consiglio Regionale. La vicenda è ormai nota e, per chi volesse un riassunto delle puntate precedenti, può leggere sul nostro blog l’articolo “Presidio: la Psicologia non deve morire!”

https://coordinamentopsicologi.wordpress.com/2013/10/27/presidio-la-psicologia-non-deve-morire/

Di seguito riportiamo le nostre posizioni alla base del presidio e le argomentazioni che la delegazione invitata a conferire con il Consiglio Regionale porterà:

  1. Due consiglieri regionali, il dott. Vignale e il dott. Burzi, hanno depositato una proposta di modifica ad una DGR sulla residenzialità leggera, cioè tutti quei servizi che si prendono cura di persone con disturbi psichiatrici non gravi. Quando abbiamo letto il testo ci siamo resi conto che la psicologia era stata presa in minima considerazione con il rischio di vedere licenziati molti colleghi una volta attuata. A gran voce abbiamo chiesto l’intervento dell’Ordine che ha istituito un gruppo di lavoro, a cui abbiamo attivamente partecipato insieme ad altri colleghi, con l’obiettivo di proporre una modifica che tutelasse maggiormente la nostra categoria. Siamo riusciti a redigere un testo che l’Ordine ha consegnato in Regione e secondo noi è un buon risultato, ma allo stato attuale E’ SOLO UNA PROPOSTA DI MODIFICA e, pur con i migliori auspici, l’Iter di approvazione potrebbe impiegare qualche settimana come svariati mesi. Il primo motivo per cui facciamo il Presidio Martedì prossimo è proprio quello di sollecitare tempi brevissimi! Non è solo un capriccio: mentre si attende, le ASL stanno presentando i bandi di gara per i servizi di residenzialità leggera, e gli Psicologi scompaiono dalle professionalità richieste! Un esempio è quello della ASL 2, il cui bando scade a Novembre e che, oltre ad escludere gli Psicologi, li sostituisce con laureati in scienze della comunicazione. A questo proposito sarebbe interessante aprire un dibattito su concezione e presupposti scientifici sottostanti alla riabilitazione e reinserimento di soggetti deboli di ambito psichiatrico, visto che gli psicologi vengono esclusi in favore di laureati in scienze della comunicazione! Ma ci riserveremo di aprire questo dibattito in un’altra occasione… La delegazione che sarà ricevuta dal Consiglio farà presente l’importanza dei tempi di approvazione e chiederà una approvazione il più possibile celere.
  2. L’intento del presidio però è anche quello di denunciare il fatto che, se la modifica suddetta risolverebbe, in parte, il problema nella residenzialità leggera, questo non succederebbe per tutti gli altri contesti ove gli psicologi sono stati impiegati in ruoli educativi. Ci riferiamo alle tante Comunità e ai CSM, ai differenti ambiti della salute mentale e dell’area minori. Se affrontassimo la sola questione della residenzialità leggera, l’ecatombe di Psicologi non si fermerebbe! Secondo noi è necessario chiedere alle Istituzioni regionali una riflessione più ampia sul ruolo dello Psicologo nei contesti suddetti. Questo non è, a nostro avviso, solo nell’interesse degli Psicologi che svolgono funzioni educative, ma dell’intera categoria, che deve riappropriarsi di ambiti che le sono specificatamente propri. In quali ambiti, se non in quelli di cui stiamo parlando, sono centrali le funzioni di prevenzione, diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno psicologico rivolte a persone, gruppi, organismi sociali e alla comunità? Ecco, si dà il caso che queste funzioni siano il fondamento e l’identità della nostra professione, ciò per cui abbiamo studiato e investito per una vita. Gli Psicologi non possono accettare di essere esclusi proprio da questi settori in cui le loro competenze e la loro professionalità costituiscono un contributo essenziale. La delegazione che sarà ricevuta dal Consiglio Regionale sottolineerà l’importanza di tutto questo e chiederà la tutela occupazionale degli Psicologi tutti, anche di quelli che non lavorano presso la residenzialità leggera.
  3. Uno degli obiettivi del CPPP è stato, fin dalla sua nascita, quello di rendere tangibile nel dibattito istituzionale e politico, la situazione della professione psicologica. Una professione che, di anno in anno, vede crescere in maniera esponenziale il numero di professionisti a fronte di scarsissime possibilità di collocazione e, in un contesto ove, parallelamente, i bisogni di professionalità psicologica sono enormi. La professione è divenuta negli anni un ricettacolo di disoccupati e precari, paradossalmente in una condizione di bisogno sociale di competenze psicologiche, e nella totale incapacità da parte degli organi di autogoverno di contrastare tale situazione. Secondo il Coordinamento, il problema occupazionale non si risolve solo con il marketing e la fantasia. E’ necessaria una azione politica, istituzionale, sociale per imporre la presenza negli ambiti che ci sono più congeniali, quelli relativi alla tutela della salute, ed è necessario fare passare un concetto essenziale: più Psicologia e più Psicoterapia pubblica non costituiscono un costo aggiuntivo, ma un risparmio per le casse pubbliche! La delegazione che sarà ricevuta dal Consiglio Regionale non mancherà di fare presente tutto questo, oltre alla necessità che la politica e le Istituzioni guardino alle competenze psicologiche come una opportunità e come una risorsa sociale, non certo come un onere assistenziale.

Infine, nella convinzione che le questioni da noi messe al centro dell’attenzione in occasione del presidio, appartengano a tutti e non siano certo di esclusivo interesse del Coordinamento, chiediamo agli altri gruppi che si occupano di politica professionale (ci riferiamo soprattutto al Consiglio dell’Ordine degli Psicologi e alle altre liste che si presenteranno alle elezioni per il rinnovo del Consiglio stesso) di aderire al Presidio e, se in accordo con quanto detto sopra, di prendere parte della delegazione che incontrerà Martedì 5 il Consiglio Regionale.

Il CPPP

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2 pensieri su “Presidio del 5/11/2013: il CPPP parla al Consiglio Regionale del Piemonte

  1. Michela Iacono ha detto:

    Credo che il problema occupazionale degli psicologi non si risolva solo con: marketing, fantasia e azione politica!!
    C’è bisogno di una sinergia tra questi elementi, ma soprattutto di una sinergia tra i vari gruppi di psicologi che credono nella necessità di un cambiamento!
    Essere frammentati non ci aiuterà, le prossime elezioni dell’Ordine potrebbero essere un’opportunità… speriamo non diventino solo un campo di battaglia per accaparrarsi voti…

    • Alessandro Livelli ha detto:

      Cara Michela, grazie della precisazione.
      La proposta fatta dal CPPP alle altre liste candidate al Consiglio dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte e tutti insieme rappresentare la psicologia piemontese, va proprio nella direzione del dialogo costruttivo da te indicata.

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