Cronaca di una morte (PROFESSIONALE) annunciata

the-end-is-nearCari Lettori,

come ben sapete, da tempo il CPPP ha posto l’attenzione sulla delicata questione dei colleghi impiegati nelle strutture territoriali con mansioni educative. Nel maggio scorso abbiamo lanciato un sondaggio online con l’intento di quantificare, seppur indicativamente, il fenomeno sopracitato e porre l’attenzione della categoria sulla problematica.(https://coordinamentopsicologi.wordpress.com/2013/05/07/emergenza-psicologo/

I dati del questionario (che saranno specificatamente approfonditi ed analizzati in un articolo appositamente pensato), parlano, come ci si aspettava, di un fenomeno di grande rilevanza destinato a produrre gravi conseguenze occupazionali, organizzative e politico-sindacali:

  • occupazionali in quanto inciderà sulle già scarse opportunità lavorative degli psicologi presenti sul territorio;

  • organizzative in quanto, per effetto del DGR1/2004, le strutture accreditate e le cooperative saranno costrette a sollevare dall’incarico numerosi colleghi e sostituirli con nuovo personale, con ripercussioni enormi sulla riorganizzazione dell’équipe di lavoro, sulla continuità e qualità dell’offerta e, non per ultimo, sulla gestione dell’utenza;

  • politico-sindacali in quanto numerosi onesti lavoratori, apprezzati dai colleghi e dalla committenza, si ritroveranno dall’oggi al domani licenziati e privati dei propri diritti.

Dalle risposte ottenute al questionario da noi proposto, emerge che, su 43 differenti strutture (pubbliche e private, tutte convenzionate con ASL territoriali), gli psicologi assunti sono 277, di cui 195 impiegati come educatori e 82 (dunque meno della metà) impiegati realmente come psicologi.

Vista la delicatezza e rilevanza del problema, anche il nostro ordine, con 9 ANNI di ritardo (dall’approvazione del DGR 1/2004), si è finalmente destato dal torpore consueto e ha contattato il CPPP e altri due colleghi provenienti dal mondo della cooperazione, nell’intento di aprire un tavolo d’urgenza per affrontare la situazione venutasi a creare: in data 18 luglio 2013 si sono ufficialmente aperti i lavori. Alla luce del grave ritardo rispetto alla legislatura vigente (DGL 520/98 e DGR 1/2004), la costante e sempre più spinta tendenza alla medicalizzazione dei profili professionali e delle strutture, tendenza per altro in forte contrasto con le politiche sanitarie virtuose portate avanti dai nostri lungimiranti partner europei, e la cronica scarsa rappresentazione politica della nostra categoria, il CPPP ha accettato di buon grado di partecipare ai lavori del tavolo. Sin dal nostro atto fondativo e dalle successive azioni portate avanti, ci siamo distinti dal restante panorama professionale per l’apertura alla collaborazione e al dialogo costruttivo e propositivo. Ci siamo imposti questo modo di agire perché pensiamo che solo accantonando gli interessi personali e particolari e con la concomitante ricostruzione del dialogo e di un successivo agire comune, potremmo assicurare un futuro alla nostra tanto amata e altrettanto falcidiata professione.

Molti di noi stanno vivendo sulla loro pelle la situazione di stallo, incertezza e possibile licenziamento venutasi a creare all’interno delle cooperative e delle strutture accreditate, proprio per questo parteciperemo ai lavori nella consapevolezza che si deve agire e prendere una chiara posizione nel più breve tempo possibile, perché il posto di lavoro sudato da tanti è anche in larga parte il nostro posto di lavoro! In tal senso presenteremo al gruppo di lavoro sul tema alcune chiare proposte da porre in discussione:

  • ampliamento della ricerca già portata avanti dal CPPP sulla quantificazione degli psicologi assunti con mansioni educative nelle strutture;

  • contattare i sindacati per concordare vagliare possibili azioni comuni volte alla tutela dei lavoratori coinvolti;

  • riflessione approfondita e collettiva sugli “atti tipici della professione di psicologo”: ciò su cui occorre riflettere è l’inserimento della figura dello psicologo in contesti educativi nelle strutture presenti sul territorio e individuazioni delle specifiche mansioni, non di certo lottando per dare agli psicologi delle opportunità lavorative sottoqualificate ma per creare le condizioni affinchè gli psicologi, CON LE LORO COMPETENZE SPECIFICHE, arrivino ad avere i posti che si meritano

  • promozione e attuazione di ricerche mirate atte a provare la sostenibilità socio-economica medio e lungo termine dell’ampliamento della figura dello psicologo nelle strutture territoriali;

Nei prossimi mesi vi terremo informati sull’avanzamento dei lavori e su eventuali iniziative concordate attraverso il nostro blog (https://coordinamentopsicologi.wordpress.com), la nostra pagina facebook (https://www.facebook.com/coordinamentopsicologi.psicoterapeuti?fref=ts) le plenarie aperte a tutti i colleghi che vogliono partecipare.

A presto!

 il CPPP

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