DIS-ORDINE RICOSTITUITO

Cari colleghi,

Come ben sapete per il brulicare di mail arrivate al vostro indirizzo elettronico come mai precedentemente, negli ultimi due mesi l’ordine degli psicologi è stato falcidiato da una lotta intestina fatta di colpi di scena degni della miglior soap-opera bollywoodiana.

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Dopo le dimissioni presentate dai consiglieri Vanda Druetta, Enrica Fusaro, Sara Turci, Alessandro Zennaro e le concomitanti dimissioni del direttivo (Paolo Barcucci, Giancarlo Marenco, Letizia Serra), effettive appena individuato i sostituti, sono stati avvisati tramite raccomandata gli aventi diritto in graduatoria. Dopo alcune rinunce i neo-consiglieri istituiti hanno formalmente accettato di sedere al consiglio. A questo punto mancava solo un consigliere all’appello che però non aveva ancora inviato formale risposta in quanto momentaneamente all’estero.

Visto l’evolvere della situazione, anche il segretario Marenco e la tesoriere Serra, hanno formalizzato le loro dimissioni, il presidente Barcucci ha invece nuovamente confermato la propria intenzione di dimettersi quando anche l’ultimo consigliere sostituto fosse stato messo nella condizione di poter partecipare al consiglio e votare le cariche direttive.

Dopo numerosi discussioni nelle quali la nuova maggioranza ha invitato il Presidente uscente a dimettersi con effetto immediato o, in alternativa, dare il proprio assenso all’elezione delle cariche per favorire il proseguo dei lavori consiliari, congelato da circa 3 mesi, il colpo di scena, indispensabile per ogni fiction che si rispetti: la Dott.ssa Simonetto ha telefonato personalmente al collega “in sospeso”, che si è detto disponibile ad entrare in consiglio e rinunciare al proprio diritto di voto delle nuove cariche in modo da favorirne l’elezione immediata.

Richiamato dal presidente Barcucci il neo consigliere “telefonico”, ha confermato le sue intenzioni e inviato SMS FORMALE di conferma della posizione espressa. Preso atto il presidente ha formalizzato dimissioni si è alzato dal tavolo consiliare, ha recuperato i propri effetti personali e se ne andato dalla sede con effetto immediato!!

Da qui la scena è cambiata e gli attori hanno vestito i panni dei nuovi personaggi in gioco: si è proceduto all’elezione delle cariche a scrutinio segreto che ha visto trionfare i seguenti consiglieri tra scroscianti applausi e battute di spirito: nuova Presidente Dott.ssa Alessandra Simonetto, nuova vice Presidente Dott.ssa Antonella Laezza, nuovo Tesoriere Dott. Bruno Tiranti; nuova Segretario Dott.ssa Patrizia Cavani.

Successivamente il nuovo direttivo è passato prima alle dovute presentazioni ufficiale dei neo eletti e dei “nuovi” consiglieri e subito dopo, con un’efficienza e una rapidità sconosciuta agli abitanti del bel paese, all’ordine del giorno, dove al primo punto, è stato posto in discussione il referendum del codice deontologico.

Con nostra grande sorpresa alcuni consiglieri non erano al corrente delle modifiche proposte, ma si sa al primo giorno di scuola si spera sempre che i professori non facciano lezione, che così sono state lette dal nuovo presidente e deciso che sarà mandata comunicazione agli iscritti delle ragioni del si è del no senza prendere posizione formale.

Fin qui la cronaca!

Permetteteci alcune puntualizzazioni.

Innanzitutto auguriamo al neo consiglio un buono e proficuo lavoro di conclusione della legislatura.
Abbiamo apprezzato l’immediato e repentino inizio dei lavori, appena scongelata una situazione che sembrava essere diventata paradossale e ricordare le recenti vicende politiche nazionali. Ma questo dimostra che quando l’urgenza è percepita anche dalle istituzioni, gli escamotage per aggirare i grovigli burocratici si riescono a trovare!

Invitiamo a porre in discussione le questioni urgenti della categoria come subito fatto con il referendum. Oltre a quest’ultimo, pensiamo che la formazione continua e l’assicurazione obbligatoria siano temi urgenti da affrontare, e su cui prendere, a differenza del referendum, esplicita posizione formale.

L’assicurazione professionale pensiamo non debba diventare obbligatoria per coloro che pur se iscritti all’ordine, non esercitano la professione per contingente mancanza di opportunità lavorative. Su questo punto come la pensa la nuova maggioranza e quale posizione ufficiale ha intenzione di sostenere?

Per quanto riguarda la formazione, il CNOP sta discutendo le modalità di erogazione e adempimento dell’obbligo e come volevasi immaginare ha ben pensato di ipotizzare alcune proposte di esonero ad hoc: per chi? Cari colleghi potete ben immaginarlo: esonero totale per professionisti con più di 40 anni di pratica; DOCENTI E RICERCATORI UNIVERSITARI SARANNO ESONERATI FATTA ECCEZIONE PER I CREDITI RIGUARDANTI DEONTOLOGIA, AGGIORNAMENTO GIURIDICO E PREVIDENZIALE; ESONERO PER CONCOMITANTE ATTIVITÁ DI TUTOR DI TIROCINANTI FINO AD UN MASSIMO DEL 50% DEL DEBITO. (ringraziamo il collega Federico Zanon per le preziose informazioni http://www.federicozanon.eu/formazione-obbligatoria-cosa-cambia-per-gli-psicologi/)

Nella quotidianità lavorativa, la maggioranza degli iscritti al nostro ordine, deve districarsi con fatica tra precarietá, progetti, bandi, pratica privata, proposte di volontariato mascherato, attivitá sussidiarie e pratiche burocratiche appositamente contorte, mansioni e lavori impiegatizi al di fuori del proprio ambito ma indispensabili per sopravvivere e pagarsi la continua e mediocre formazione  che più che continua appare infinita: tutto questo per retribuzioni al limite della legalitá comunitaria.
Osserviamo ancora una volta un impari trattamento tra quelli che abbiamo chiamato “diversamente psicologi”, infinitamente formati-precari-sfruttati da una parte e le precedenti generazioni tra le cui fila si annidano anche coloro che hanno avuto accesso alla professione grazie ad una laurea non altrimenti specificata -una sanatoria, qualche supervisione, due pacche sulle spalle di incoraggiamento (rigorosamente negate ai precedenti)- quelli che potremmo chiamare con un neologismo specificatamente pensato i “Sanatologi”. Più che ipotizzare esoneri per alcuni a discapito di altri, non sarebbe opportuno aprire un dibattito condiviso su modalità e contenuti? Ci sembra quanto meno curioso ipotizzare esoneri per i tutor di tirocinio che spesso non conoscono nemmeno i propri tirocinanti visto il rapporto 1:∞ esistente tra gli uni e gli altri. Pensiamo sia opportuno adeguarsi a tutte le indicazioni giuridiche, che prevedono un rapporto massimo tutor tirocinante di 1:5 e il RIMBORSO SPESE per i tirocinanti, che attualmente GARANTISCONO IL SERVIZIO PUBBLICO facendo molte più ore di quelle richieste e in alcuni casi sono invitati a PAGARE per svolgere il tirocinio.

Ulteriore punto che pensiamo debba essere posto al più presto in discussione è la situazione dei colleghi che svolgono mansioni educative all’interno delle cooperative sociali o dei servizi territoriali, tema giá menzionato nel discorso di insediamento dalla Presidente Simonetto. Questi colleghi, numericamente cospicui e dei quali il CPPP sta facendo un censimento (trovi di seguito un ling per compilare un importante questionario: https://docs.google.com/forms/d/1RZdj5pIkeagHZ30hGe2hT6_3Qu9eBI2aBrDX3R2A2HU/viewform?sid=53fa0327bf5d28dd&token=QtdAdT4BAAA.GKvtghAtDlJ9qK5ntm6esg.7YfZrN6IQPIlY4G9V2IpaQ), rischiano di essere sollevati dal proprio incarico senza giusta causa, in ragione di cavilli giuridici lesivi del diritto lavorativo. L’effetto di tali provvedimenti potrebbe essere devastante, per i singoli, che si ritroverebbero dopo l’impegno profuso, senza lavoro, e per la categoria, andando ulteriormente ad aggravare i dati occupazionali già di per se preoccupanti. Pensiamo che in tal senso, la categoria debba prendere chiara posizione a favore dei colleghi!!

Il nuovo ordine ricostituito siamo sicuri saprà “districarsi bene tra i grovigli istituzionali”, come affermato dalla nostra nuova Presidente, e prendere le parti dei più deboli, che sì hanno “proprie braccia e gambe”, ma che devono essere rappresentati, momentaneamente, nelle opportune sedi istituzionali. Il nostro auspicio è che nei mesi a venire si assista a un’assunzione delle proprie responsabilità, senza la tendenza tutta italiana per cui si tende a dislocarle sulla precedente gestione.

Insomma chi ben comincia….terminerà nel migliore dei modi la propria opera.

Caterina Laria
Alessandro Livelli

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