Articolo 5: cosa fanno i vicini (Ordini)?

In questi giorni in quanto psicologi siamo chiamati a esprimere il nostro parere sulla riforma di alcuni articoli del nostro Codice Deontologico attraverso un Referendum. Misura molto democratica ma gestita con superficialità; se gli iscritti devono esprimersi per avallare o no le modifiche pensate, è importante che gli stessi vengano adeguatamente informati per potersi orientare nella scelta.

ImmagineEcco, lo scopo di queste righe è di fornire informazioni in modo da poter compiere una scelta consapevole e non dettata solo da chi proclama il proprio slogan.

Rispetto all’art. 5 il nostro attuale Codice Deontologico si esprime così:

1 – CODICE DEONTOLOGICO DEGLI PSICOLOGI ITALIANI

Capo I – Principi generali

Articolo 5 (attuale)

Lo psicologo è tenuto a mantenere un livello adeguato di preparazione professionale e ad aggiornarsi nella propria disciplina specificatamente nel settore in cui opera. Riconosce i limiti della propria competenza ed usa, pertanto, solo strumenti teorico-pratici per i quali ha acquisito adeguata competenza e, ove necessario, formale autorizzazione. Lo psicologo impiega metodologie delle quali è in grado di indicare le fonti ed i riferimenti scientifici, e non suscita, nelle attese del cliente e/o utente, aspettative infondate.

Votando SI’ al Referendum avvalliamo questa modifica:

Articolo 5 modificato

Lo psicologo è tenuto a mantenere un livello adeguato di preparazione e aggiornamento professionale, con particolare riguardo ai settori nei quali opera. La violazione dell’obbligo di formazione continua, determina un illecito disciplinare che è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall’ordinamento professionale. Riconosce i limiti della propria competenza e usa, pertanto solo strumenti teorico-pratici per i quali ha acquisito adeguata competenza e, ove necessario, formale autorizzazione. Lo psicologo impiega metodologie delle quali è in grado di indicare le fonti e riferimenti scientifici, e non suscita, nelle attese del cliente e/o utente, aspettative infondate.

Sostanzialmente le righe sottolineate consistono nell’aggiunta proposta. Lette superficialmente sembrano idonee, ma prima di esprimere pareri o interpretazioni sono andato a cercare cosa dicono altri Ordini Professionali in merito.

Ho trovato, così, che l’Ordine dei Medici si esprime in questo modo:

2 – CODICE DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE 1998

CAPO V – Obblighi professionali

Articolo 16
Aggiornamento formazione professionale permanente

Il medico ha l’obbligo dell’aggiornamento e della formazione professionale permanente, onde garantire il continuo adeguamento delle sue conoscenze e competenze al progresso clinico scientifico.

Gli avvocati, invece, che di leggi se ne intendono hanno normato la formazione nel loro Codice Deontologico in questo modo:

3 – CODICE DEONTOLOGICO FORENSE – Testo comprensivo delle ultime modifiche apportate con delibera CNF

del 12 giugno 2008

Art. 13 – Dovere di aggiornamento professionale.

E’ dovere dell’avvocato curare costantemente la propria preparazione professionale, conservando e accrescendo le conoscenze con particolare riferimento ai settori nei quali svolga l’attività.

I. L’avvocato realizza la propria formazione permanente con lo studio individuale e la partecipazione a iniziative culturali in campo giuridico e forense.

 II. E’ dovere deontologico dell’avvocato quello di rispettare i regolamenti del Consiglio Nazionale Forense e del Consiglio dell’Ordine di appartenenza concernenti gli obblighi e i programmi formativi.

Inoltre, a parte, hanno creato un Regolamento per la Formazione Permanente in cui è scritto che la valutazione della formazione continua ha durata triennale e ogni Avvocato iscritto all’Albo deve conseguire almeno 90 Crediti Formativi per un minimo di 20 ogni anno, “maturati su base non obbligatoria ma in conformità alle previsioni del presente regolamento” – e qui segue un elenco di cosa si intende per Eventi Formativi.

In conclusione, avendo visto come si comportano i nostri “vicini di casa”, non capisco per quale motivo serva modificare un articolo già correttamente scritto che espone in modo esaustivo i princìpi della Formazione. Aggiungere la frase  La violazione dell’obbligo di formazione continua, determina un illecito disciplinare che è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall’ordinamento professionale” è fuorviante e pericolosa, perché parla di obbligo senza specificare di cosa si tratti ma inserisce tale obbligatorietà senza determinarne i confini e le caratteristiche.

Credo che sia più faticoso fare un lavoro di esplicitazione e chiarimento degli eventi formativi ma il nostro Ordine non può pensare di sottrarsi a tale compito aggiungendo una frase che non rende esaustiva la norma.

Jgor Luceri

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2 thoughts on “Articolo 5: cosa fanno i vicini (Ordini)?

  1. igor, non viviamo in un vuoto pneumatico e se citi fonti converrebbe, visto che vuoi parlare ai colleghi, citare fonti corrette e aggiornate. Senza offesa ..

    Anche i medici stanno revisionando il loro codice deontologico, anche sugli articoli che riguardano la loro formazione obbligatoria ovvero, sono costretti, come noi, a recepire le norme di legge sul tema.

    Allego link al video dove la presidentessa della consulta deontologica lo psiega molto bene.

    http://www.videomedica.org/videomedica/?p=9631

    Hai inoltre citato una versione vetusta dell’articolo in questione. Quello nuovo, peraltro ancora da revisionare a seguito della nuova legge è questo:

    Art. 19 
- Aggiornamento e formazione professionale permanente –

    Il medico ha l’obbligo di mantenersi aggiornato in materia tecnico-scientifica, etico-deontologica e gestionale-organizzativa, onde garantire lo sviluppo continuo delle sue conoscenze e competenze in ragione dell’ evoluzione dei progressi della scienza, e di confrontare la sua pratica professionale con i mutamenti dell’organizzazione sanitaria e della domanda di salute dei cittadini.

    Il medico deve altresì essere disponibile a trasmettere agli studenti e ai colleghi le proprie conoscenze e il patrimonio culturale ed etico della professione e dell’arte medica.

    Ti invito inoltre a verificare anche quelli sugli avvocati, che risulta impreciso in molti punti.

    Saluti.

  2. La modifica più rilevante è sul contenuto della formazione, non più ‘specificatamente per il settore in cui si opera’ ma ‘con particolare riguardo’. Questo si armonizza con un regolamento oggi in approvazione presso il
    Ministero vigilante che apre alla formazione anche sugli aspetti deontologici e previdenziali, da sempre i grandi assenti nella formazione degli psicologi. La specifica sulle sanzioni non è il cuore delle modifiche e farla passare come tale è operazione priva di utilità.

    Gli articolo omologhi di medici e avvocati – ma questi citati non sono quelli aggiornati – sono molto simili a quello nostri, a dimostrazione del fatto che l’obbligo formativo non è una cosa così stramba.

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