E-mozione di fuoco. Siamo sulle bocche di tutti senza essere sulle spalle di nessuno.

UNA IMPERDIBILE ANALISI E SINTESI, IN STILE COORDINATO, SU QUELLO CHE STA CAPITANDO ALL’ORDINE DEGLI PSICOLOGI PIEMONTESI.

I PANNI SPORCHI SI LAVANO IN VIA SAN QUINTINO?

Affezionati lettori,

anche alle riunioni dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte il CPPP ha i suoi inviati speciali, inviati che svolgono costantemente la funzione di s-oggetti osservatori (e un po’ persecutori!) degli “affari di famiglia” di Via San Quintino 44.

Come tutti ben sapete (la vostra casella di posta lo può testimoniare) è in corso all’Ordine una faida interna che farebbe impallidire anche il Partito Socialista bulgaro!

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L’ex minoranza, oggi maggioranza, e l’ex maggioranza, oggi minoranza (sì, lo sappiamo, è uno scioglilingua quasi più difficile di “Sopra la panca la capra campa sotto la panca la capra crepa”), si sono ingaggiate in una battaglia dialettica all’ultimo sangue il cui scopo è quello di…eh, BOH, qual è lo scopo???

Ecco, la nostra riflessione parte appunto da questo.

Le nostre ipotesi di partenza per spiegare questo senso di estraneità che l’iscritto prova sono due:

1- o il comune iscritto è talmente alieno alle dinamiche di potere che non può capire cosa sta succedendo

2- oppure le motivazioni addotte dai consiglieri per giustificare il “ribaltone” sono talmente strumentali da risultare non credibili.

Ripercorriamo quindi insieme quelli che, a nostro avviso, sono i passaggi più significativi di quella che a noi pare una vicenda alquanto sconclusionata.

In data 23 aprile 2013 la nuova maggioranza (creatasi grazie al cambio di posizione della consigliera Franca Tiratrice) presenta una mozione (di fuoco, per l’appunto!) nella quale si chiedono le dimissioni del Consiglio Direttivo, adducendo la seguente motivazione:

«le difficoltà e le criticità che gravano sulla comunità professionale degli psicologi piemontesi e sull’Ordine sono di tale gravità ed urgenza da rendere ineludibile una valutazione preliminare e pregiudiziale all’elezione del nuovo Vicepresidente. Quelle criticità riguardano fronti diversi: l’inflazione del “mercato” professionale (tradotto: seimila laureati all’anno per 6 posti di lavoro), i percorsi di formazione (tradotto: i 6000 laureati si formano per i 60 anni successivi alla laurea), i rapporti intergenerazionali nella comunità professionale (tradotto: il cannibalismo professionale di cui il CPPP ha già ampiamente discusso), le prospettive professionali dei giovani psicologi (tradotto: questa è facile, zero!) e lo stesso posizionamento degli ambiti più consolidati, addirittura la messa in discussione di alcuni atti professionali fondamentali quali la funzione diagnostica e certificativa (tradotto: atavico tentativo di cannibalismo della psichiatria ai danni di una passiva psicologia). Negli ultimi tre anni quei problemi si sono ulteriormente aggravati ».

Ci fa sorridere che si menzionino le difficoltà dei giovani iscritti (che peraltro si sono aggravate ben prima degli ultimi tre anni!) in quanto, prima che il Coordinamento le portasse all’attenzione dell’Ordine, non sembravano minimamente essere nella mente dei suoi attivissimi e sovversivi consiglieri.

Nella risposta del Direttivo – presentata in data 6 maggio 2013 – si sottolinea che le nostre istanze sono state ascoltate («in sedute di Consiglio sono stati invitati due volte i rappresentanti del “Coordinamento Psicologi Psicoterapeuti” che hanno portato le problematiche del gruppo che rappresentano e interloquire con tutti i consiglieri su temi di particolare importanza ed urgenza»), cosa senz’altro vera, ma che dire di azioni concrete volte a nostro sostegno al di là di un empatico ascolto?

Citiamo a questo proposito l’ormai celebre bozza di linee guida sui tirocini (che persiste nel limbo di una non definitiva approvazione ufficiale), un esempio di non realizzazione che paga il prezzo dello stallo interno al Consiglio, il quale continua a rappresentare solo piccoli interessi di bottega perdendo di vista il quadro general-generazionale (siamo instancabili nel ricordare che noi “diversamente psicologi” siamo il 60% degli iscritti all’Ordine).

Ci fa ancora più sorridere che, nell’ambito di un contesto (Convegno Annuale dell’Ordine, 4 febbraio 2013) in cui era presente anche Renato Balduzzi (allora ministro della Sanità), l’intervento dal titolo “Percorsi di formazione specialistica e scuole di psicoterapia” non abbia minimamente menzionato le criticità da noi avanzate a più riprese.

E che dire poi delle incisivissime e nobili azioni per la difesa della professione?

Copiamo e incolliamo quanto scritto nella risposta ufficiale del Direttivo:

« E’ stata inviata una comunicazione ufficiale a tutte le Aziende sanitarie denunciando l’utilizzo improprio di personale che svolga funzioni psicologiche senza essere psicologo. Citiamo la parte conclusiva della lettera che è consultabile sul sito “…Per tutte le ragioni sin qui illustrate, quindi, l’Ordine scrivente invita gli Enti/Aziende ad astenersi dall’affidare a figure professionali diverse dallo psicologo abilitato ed iscritto all’Albo lo svolgimento di incarichi che, per oggetto e strumenti utilizzati, siano riconducibili nell’ambito delle competenze riservate dalla L. 56/1989 agli psicologi.

Per le stesse ragioni, invita altresì gli Enti/Aziende ad astenersi dall’imporre agli psicologi, loro dipendenti e/o collaboratori, lo svolgimento della funzione di “tutor” in favore degli aspiranti counsellors”. A margine andrebbe sottolineato come proprio la diatriba relativa alla convocazione odierna del Consiglio si ascrivibile ad un ruolo di protezione della professione da parte del Presidente, impegnato a Roma in una commissione ministeriale relativa al riconoscimento delle Società Scientifiche dei Counsellors”.

Ci piacerebbe che qualcuno ci spiegasse come possiamo noi spiegarci che venga caldamente intimato ad enti e/o aziende di buttar fuori i counsellors dai loro organici quando, in alcune brillanti e illustri scuole di psicoterapia (e, pensate un po’, alcuni consiglieri dell’Ordine ne fanno addirittura parte) gli stessi counsellors vengono continuamente formati.  Come dire: formati sì, assunti mai. Condizione, peraltro, nella quale ci riconosciamo noi stessi: formati sì (per ingrassare portafogli già obesi), assunti mai (per non interrompere l’eterno circolo vizioso).

Troviamo poi oltremodo esilarante l’indignazione di alcuni consiglieri dell’Ordine di fronte al cumulo di cariche di altri colleghi consiglieri: insomma, il bue che dà del cornuto all’asino!

Giusto per intenderci, quasi tutti i consiglieri operano in scuole di specializzazione, o in strutture ospedaliere, o in università, o all’Enpap o all’AUPI. O in tutte queste istituzioni messe insieme!

E proprio qui, spogliato di ogni nobile intento, il dibattito si fa più basso e personale, al punto che i passaggi si fanno così criptici che sarebbe necessario l’intervento di un ermeneuta per aiutare lo smarrito comune iscritto di cui sopra (copiamo, a titolo esemplificativo, alcune frasi: «tutto il fervore posto per questo argomento “incompatibilità di cariche” ha sicuramente altre motivazioni che non sono difficile da capire» oppure «Sono ben altri i motivi e lo sappiamo tutti! »…?????).

Potremmo poi anche chiedere all’ermeneuta di spiegarci com’è che, improvvisamente, ci si premura di inviare ai 6000 iscritti precisa e ampia documentazione di quanto sta avvenendo, quando magari gli stessi iscritti sarebbero egualmente (o più) interessati ad essere aggiornati con la stessa tempestività e trasparenza di ciò che avviene SEMPRE nell’Ordine, delle decisioni che vengono prese mensilmente, dell’utilizzo delle migliaia di euro che versano ogni anno.

Non sarà mica che sia in corso un anticipo di campagna elettorale per scaldare gli animi degli sconsolati iscritti?

Abbiamo assistito a molti Consigli e noi giovani psicologi non siamo stati tanto citati come ora.

Ma è evidente che siamo sulle bocche di tutti senza essere sulle spalle di nessuno.

Simona Lucà

Glenda Nicolini

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One thought on “E-mozione di fuoco. Siamo sulle bocche di tutti senza essere sulle spalle di nessuno.

  1. Alessandro Lombardo ha detto:

    Un ottima e lucida analisi a mio parere. Complimenti. Sull’ermeneutica provo a sbilanciarmi: esiste un avanzo di gestione che é nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro. Non ho il bilancio sotto mano, e quello da poco approvato lo debbono ancora pubblicare, ma potrebbe essere intorno ai 4-500 Mila euro se non di più. Avere la maggioranza significa decidere come e se spenderlo. Tutto questo, al netto delle guerre personali alle quali si é assistito fin qui ai consigli.

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