Chi è causa del suo mal pianga se stesso? Le ragioni della partecipazione.

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Quante volte vi siete chiesti perché la psicologia abbia un così poco credito tra la popolazione e tra gli altri lavoratori (del sociale ma non solo)?

Quante volte avete scoperto con disappunto che la nostra professione attira su di sé tanti preconcetti e luoghi comuni?

Non so voi ma io lo penso sempre e ciò mi turba perché non so come superare tutto ciò e credo che anche questo faccia parte del mio lavoro.

La risposta che mi sono dato, confrontandomi con i miei colleghi del Coordinamento Psicologi Psicoterapeuti Piemontesi, è questa:

La causa siamo noi, noi psicologi in quanto tali. Perché, come spesso ho sentito dire, siamo degli individualisti e non sappiamo per davvero comunicare tra di noi. Mille correnti, mille termini per descrivere le stesse cose e tanto narcisismo.

Ma è solo questo?

Io credo che la causa maggiore sia quella di aver smesso di comunicare, per davvero, con la società. Parliamo di protocolli di intesa, di tavoli di discussione, di difesa della professione, del nuovo DSM o di quel testo che ci ha “illuminato”… Ma lo psicologo al di fuori delle stanze della psicologia dov’è? Lo psicologo che, senza parlare psicologichese, partecipa attivamente e contribuisce alla crescita della propria collettività esiste? E questo quanto influisce sulla percezione che la nostra professione produce negli altri? Io penso molto, troppo per non essere preso seriamente in considerazione.

Badate bene, non parlo di impegno sociale individuale – ciò è materia che è di competenza esclusiva della coscienza di ognuno.

Parlo dell’impegno sociale in quanto categoria. Perché in questo caso non vale il detto “chi è causa del suo mal pianga se stesso”. Abbiamo il dovere di portare avanti i nostri temi – i temi della psicologia – al di fuori delle mura delle sale dei convegni o dei luoghi di lavoro. E non solo, abbiamo anche l’obbligo di difendere la nostra professione: non soltanto perché ci dà da mangiare ma perché abbiamo scelto di lavorare per aiutare gli altri e se il nostro lavoro dovesse venire meno non saremmo gli unici a pagarne le conseguenze.

Per questo motivo il CPPP ha deciso sin dall’inizio di non limitare la propria voglia di dialogo solo ai colleghi psicologi ma ha anche imbastito numerose relazione con il “mondo esterno”.

Per questo abbiamo deciso di fare nostre anche le cause che non parlano solo ed esclusivamente agli psicologi.

Per questo appoggiamo e parteciperemo alla manifestazione dei lavoratori del sociale prevista per il 9 Febbraio a Torino, come abbiamo partecipato ai passati cortei del 1 maggio ed ad altri numerosi eventi.

Per questo vi chiediamo, ora, di darci una mano ed uscire all’aperto.

Di seguito i link per la manifestazione del 9 Febbraio o come è stata definita da alcuni “la manifestazione gialla”:

http://www.facebook.com/events/152734444880231

http://www.facebook.com/pages/Manifestazione-a-Febbraio-degli-operatori-di-cooperative-sociali/128849573942380

Dario Fieni

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